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Lo sfruttamento privato e abusivo delle rive pubbliche

La Foce dalla parte del Parco Ciani a Lugano. © Keystone / Ti-press / Benedetto Galli

Spiagge abusive, demanio saccheggiato, rive privatizzate in barba alle regole: le rive dei nostri larghi stanno male. Dovrebbero essere valorizzate e protette come un patrimonio prezioso della nostra regione, eppure quel che capita è un degrado senza freno. 

Questo contenuto è stato pubblicato il 14 settembre 2019 - 09:19
Paolo Bertossa e Mariano Snider, Falò RSI

Falò, trasmissione di approfondimento della RSI, denuncia un caso clamoroso scoperto a Caprino, sul Lago di Lugano, in una zona di particolare pregio, dove in pochi giorni è “nata” una spiaggia privata.

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Ma non solo; l’inchiesta scoperchia altri casi di occupazione selvaggia e senza regole, compiuti sotto il naso dell’ente pubblico, con permessi rilasciati con incomprensibile generosità.

Intanto però a Lugano, come già detto, si è aperto un altro fronte: "Lugano Croisette", l’ultima trovata per rilanciare le sorti della città: una lunga spiaggia pubblica che collega il LAC (entrata ovest della città) alla Foce (verso la fine verso est della città). 

Di spiagge urbane ce ne sono parecchie. Quelle storiche come la Croisette di Cannes e quelle più recenti come a Ginevra. Ma la visione del prof. Alessio Petralli, padre dell’iniziativa, potrebbe veramente servire per ridare lustro a una città in declino?

Il sindaco, il leghista Marco Borradori, non è mai stato entusiasta dell'ipotesi spiaggia, perlomeno così come mostrata nelle elaborazioni grafiche: "Penso che una spiaggia così, unica, banalizzi un territorio che è la nostra forza", ha ripetuto al dibattito. "La nostra città è fatta di tanti piccoli spazi, che proprio perché sono piccoli sono interessanti e variati".

Al contempo, saluta il dibattito destato da Petralli poiché "nelle linee di sviluppo" tracciate dal Municipio "c'è una città viva, che sappia apprezzare gli spazi pubblici" e l'esecutivo ha commissionato uno studio per riqualificare proprio il litorale, che immagina "non subito pedonalizzato ma che permetta un accesso migliore al lago". (per un approfondimento vedi anche articolo qui a lato)

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