Donne meno protette Divorzio in Svizzera, cambiano le regole

La tradizionale statuina degli sposi che si mette sulle torte, caduta e distrutta
Keystone / A3276/_martin Gerten

Il metodo di calcolo degli alimenti verrà standardizzato per porre fine alle grandi differenze tra i cantoni. Lo ha deciso il Tribunale federale che ha chiarito diverse questioni relative agli alimenti familiari e ha modificato la sua giurisprudenza.

Cinque sentenze di principio pronunciate dal Tribunale federale dal novembre 2020 forniscono nuovi chiarimenti. Soprattutto per quanto riguarda gli alimenti.

In tre sentenze, il Tribunale  ha deciso di porre fine all'autonomia dei cantoni nella scelta del metodo di calcolo per tutti i tipi di mantenimento (del bambino, tra coniugi o dopo il divorzio). L'applicazione di metodi diversi, o addirittura una loro mescolanza, rendeva difficile la valutazione delle situazioni da parte degli avvocati e minava la certezza del diritto.

Nuovo metodo di calcolo

I giudici federali hanno deciso che d'ora in poi, l'importo di tutti gli assegni alimentari dovrà essere calcolato secondo il metodo noto come "minimo vitale, con distribuzione dell'eccedenza". Consiste, in primo luogo, nel calcolare il reddito totale dei genitori. Poi si determinano i bisogni dei due coniugi. Se i mezzi disponibili superano il minimo di sussistenza, il surplus viene distribuito secondo la situazione concreta.

Nel caso in cui le risorse siano insufficienti, il mantenimento in contanti dei figli minori ha la precedenza sul contributo di assistenza. Il diritto al mantenimento del coniuge sposato viene poi preso in considerazione, mentre il mantenimento dei figli adulti è posto alla fine della lista.

Fine della regola dei 45 anni.

In altre due sentenze, il Tribunale federale ha chiarito vari principi del diritto del divorzio. Per esempio, ha abbandonato la "regola dei 45 anni". Questo prevedeva che un coniuge non potesse più essere obbligato a guadagnarsi da vivere se non aveva lavorato durante il matrimonio e aveva più di 45 anni al momento della dissoluzione della famiglia o del divorzio.

La nuova giurisprudenza prevede che si debba sempre presumere che un coniuge possa ragionevolmente lavorare. Tuttavia, questa possibilità deve esistere effettivamente e non ci deve essere nessuna ragione, come la custodia di bambini piccoli, che la impedisca. Le circostanze concrete, come l'età, la salute, le attività precedenti e il mercato del lavoro, sono decisive.

Inoltre, il Tribunale Federale ha chiarito il concetto del mantenimento del proprio tenore di vita dopo il divorzio. Secondo la vecchia prassi, dopo dieci anni di matrimonio o nel caso di un figlio comune questa regola entrata in vigore.

La nuova giurisprudenza prevede di esaminare in ogni caso se il matrimonio ha avuto un'influenza determinante sulla vita dei coniugi: se la risposta è affermativa, la durata del contributo deve essere determinata alla luce delle circostanze particolari. Più specificamente, un matrimonio ora soddisfa questa definizione quando uno dei coniugi ha rinunciato alla sua indipendenza economica per prendersi cura della famiglia e dei figli e non può più riprendere la sua precedente attività dopo anni di interruzione.


tvsvizzera.it/fra con ATS

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