Dissimulazione del volto Ritocchi alla legge "anti-burqa" in Ticino

Primo piano di un uomo che indossa una maschera col volto di un altra persona, all interno di un corteo con bandiere rosse

Nell'ambito di manifesazioni di carattere politico (ma anche per scopi commerciali) dev'essere consentito mascherarsi

RSI-SWI

Il Consiglio di Stato ticinese ha approvato mercoledì un allentamento del divieto di dissimulare il volto nei luoghi pubblici. Su indicazione del Tribunale federale, il governo ha ampliato l'elenco delle eccezioni: sarà consentito indossare maschere durante le manifestazioni politiche e per scopi commerciali.

Ostacolare tali attività limita le libertà costituzionali di opinione ed economica. Così ha stabilito lo scorso settembre la massima istanza giudiziaria svizzera, accogliendo parzialmente il ricorso di due ticinesi. Da qui la necessità di modificare la Legge sulla dissimulazione del voltoLink esterno e la Legge sull'ordine pubblicoLink esterno.

La cosiddetta iniziativa anti burqaLink esterno era stata approvata in votazione popolare nel settembre del 2013, con il 65% dei consensi. La questione torna ora in Gran Consiglio (parlamento cantonale).
 

Intanto, un'iniziativaLink esterno per un analogo divieto a livello nazionale è riuscita ed è al vaglio del governo.

Estratto dalla (attuale) Legge sulla dissimulazione del volto negli spazi pubblici (del 23 novembre 2015)

Eccezioni - Art. 4

Il divieto di cui all'art. 2 [di dissimulare il proprio volto negli spazi pubblici, ndr] non si applica se la tenuta mediante la quale è dissimulato il volto è prescritta dalla legge o da regolamenti, se è giustificata da motivi di salute, di sicurezza, professionali o di pratica sportiva oppure se è usata nell’ambito e per gli scopi di manifestazioni religiose, tradizionali, artistiche o ricreative.

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