Disoccupazione al 3,2% ai massimi da cinque anni
Con un tasso salito al 3,2% in gennaio, la disoccupazione in Svizzera ha raggiunto il suo massimo da quasi cinque anni, evidenziando una crescita generale, con differenze a livello cantonale.
La disoccupazione è in aumento in Svizzera: in gennaio il tasso dei senza lavoro si è attestato al 3,2%, a fronte del 3,1% di dicembre e al 2,9% di novembre. Si tratta del valore più alto da cinque anni a questa parte, cioè dall’aprile 2021, quando si osservava un 3,3%.
Stando ai dati diffusi venerdìdalla Segreteria di Stato dell’economia (SECO) in cifre assolute alla fine del primo mese dell’anno il numero delle persone disoccupate iscritte agli uffici regionali di collocamento (URC) è salito a 152’300 (tutte le cifre assolute arrotondate al centinaio, per facilità di lettura, ndr), mai così tante dal marzo 2021. A titolo di confronto, nel momento più critico della pandemia (gennaio 2021) erano stati registrate 170’000 persone senza lavoro, con un tasso al 3,7%.
Va peraltro anche sottolineato come i dati sulla disoccupazione non tengano conto di coloro che hanno esaurito il diritto a ricevere le prestazioni e che ad esempio vivono di risparmi o si trovano a beneficio dell’assistenza. Gli indicatori si basano inoltre sulle persone effettivamente iscritte all’URC: la definizione di disoccupato è quindi diversa da quella dell’Ufficio internazionale del lavoro (ILO), che opera attraverso sondaggi. Stando all’ILO la disoccupazione in Svizzera nel terzo trimestre (ultimo dato disponibile) era al 5,2%, cioè ai massimi dai tempi del Covid.
Tornando alle valutazioni della SECO, in Ticino in dicembre il tasso di disoccupazione si è attestato al 3,3% (+0,1 punti rispetto a dicembre, stabilità su base annua), nei Grigioni all’1,6% (nessuna variazione e +0,2 punti). In termini assoluti, da Airolo a Chiasso si contano 5’500 disoccupate e disoccupati (+200 mensile, +100 annuo), mentre nel cantone con capoluogo Coira la cifra è di 1’700 (stabile e +200). Il Ticino è al decimo posto fra i cantoni più toccati dal problema (il primo è il Giura), mentre i Grigioni sono al sesto rango nella graduatoria dei meno colpiti (il primo della classe è l’Appenzello Interno).
Aumentano i disoccupati di lunga durata
Tornando all’ambito nazionale, dai dati pubblicati dalla SECO emerge anche che fra i giovani (15-24 anni) la disoccupazione è al 3,2%, fra i 25-49enni al 3,6% e fra gli over 50 anni al 2,9%. I disoccupati di lunga durata (cioè quelli iscritti agli URC da oltre un anno) erano 21’900, il 6,9% in più di dicembre e il 29,9% in più di 12 mesi prima: fra loro figuravano 200 giovani, 9’500 ultracinquantenni.
Leggendo i dati in base alla nazionalità, chi ha un passaporto svizzero rapresenta una quota di senza lavoro del 2,2% (+0,1 mensile e +0,3 annuo), le persone straniere del 5,8% (+0,2 e +0,6).
Complessivamente, fa sapere ancora la SECO, le persone in cerca d’impiego registrate nel mese scorso erano 236’300, il 2,0% in più di dicembre. Tale cifra comprende, oltre alle disoccupate e ai disoccupati iscritti, le persone che frequentano corsi di riconversione o di perfezionamento, che seguono programmi occupazionali o che conseguono un guadagno intermedio. Il numero dei posti vacanti annunciati presso gli uffici di collocamento è pari a 48’900 (+36,1% mensile e +16,3% annuo).
I funzionari di Berna hanno pubblicato anche i dati relativi al lavoro ridotto per il mese di ottobre (ultimo dato disponibile), che risulta relativamente poco diffuso: ha infatti colpito 11’600 persone. Intanto in novembre 2’000 persone hanno esaurito il diritto alle prestazioni dell’assicurazione contro la disoccupazione.
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