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Diritti popolari, "vanno sottratti alla disponibilità dei partiti"

L'ex cancelliera federale Annemarie Huber-Hotz critica il presunto uso distorto, da parte delle forze politiche, di iniziative e referendum

Questo contenuto è stato pubblicato il 02 novembre 2014 - 21:55

I diritti popolari, referendum e iniziative, sono nel cromosoma dello spirito federale elvetico e vanto della Confederazione. Ma c'è chi vorrebbe in un qualche modo limitarli, anche tra personaggi autorevoli. Tra di essi l'ex cancelliera federale Annemarie Huber-Hotz che ha avanzato la proposta di vietare ai partiti la facoltà di lanciare iniziative popolari che, nell'ordinamento svizzero, vengono automaticamente iscritte, una volta approvate, nella Costituzione.

Tale diritto, viene sottolineato, è stato concepito in favore delle minoranze non rappresentate nelle Camere federali. Ma, soprattutto negli ultimi 30 anni sono divenute strumento di ricatto in mano ai grandi partiti che hanno voluto condizionare la politica del Governo di cui, nel sistema di concordanza elvetico, sono rappresentate tutte le principali forze politiche. Creando peraltro non pochi imbarazzi al Consiglio federale nei confronti dei partner europei. La proposta, che non piace ai partiti, ha riaperto il dibattito sulla necessità di riformare i diritti popolari elvetici.

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