Il Dipartimento della difesa vince un “premio” per aver fatto ostruzione alla stampa
A causa della sua tendenza a ostacolare le richieste di trasparenza dei media, spendendo migliaia di franchi in avvocati per negare l'accesso ai documenti, il Dipartimento federale della difesa si è aggiudicato il "Freno d'oro", premio per l'ostruzionismo informativo assegnato dalla rete di giornalisti investigativ.ch.
Il Dipartimento della difesa si è aggiudicato l’edizione 2025 del Freno d’oro (“Goldener Bremsklotz”), il “premio” per i più grandi esempi di ostruzione alle informazioni, attribuito ogni anno dalla rete di giornalisti investigativi investigativ.ch.
Il motivo, si legge in un comunicatoCollegamento esterno, è che il Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS) ha ingaggiato giuristi per ostacolare le domande poste dai media, in particolare le richieste riguardanti la legge sulla trasparenza. Il tutto sarebbe costato 175’000 franchi.
In pratica, anziché fornire le documentazioni richieste, il Dipartimento ha ingaggiato specialisti per giustificare un rifiuto alla pubblicazione, sostiene la rete di giornalisti investigativi. Questo prova che il passo dalla segretezza alla trasparenza non è ancora stato effettuato.
Nella motivazione per il “premio” viene sottolineato che l’approccio del DDPS alla comunicazione è problematico: sul proprio sito pubblica ad esempio rettifiche di articoli critici, che sono però in realtà scritti difensivi a proprio favore. Il Dipartimento si sarebbe rifiutato di ammettere errori anche quando si è dimostrato che i fatti erano stati riportati in modo sbagliato.
DDPS: “Il Freno d’oro è uno stimolo”
Il responsabile della comunicazione del DDPS, Renato Kalbermatten, ha accettato il Freno d’oro e lo ha definito uno stimolo: “Ovviamente dobbiamo sempre migliorarci e rimetterci in questione, cosa che facciamo”, ha detto, citato nella nota.
L’onorificenza di investigativ.ch viene attribuita dal 2014 e, come detto, intende attirare l’attenzione sugli ostacoli al giornalismo e stimolare il dibattito sulle condizioni di produzione dell’informazione e sul suo quadro giuridico.
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