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Chiesta giustizia per chi ha lavorato sui cantieri di Alptransit

Per i manifestanti non si dovrà mai più lasciare spazio allo sfruttamento e alle intimidazioni che hanno subito molti operai che hanno contribuito alla posa dei binari all'interno della galleria di base del Monte Ceneri. © Keystone / Gaetan Bally

Un giorno di festa, ma anche di protesta. Nella giornata della celebrazione dell’apertura della galleria di base del Monteceneri (Alptransit), c’è infatti anche chi ha manifestato chiedendo “giustizia per gli operai”.

Questo contenuto è stato pubblicato il 04 settembre 2020 - 20:42

Tutte le organizzazioni politiche di sinistra ticinesi, unite, venerdì mattina hanno infatti chiesto maggiori controlli e maggiori risorse per la magistratura, visto che gli operai che l’hanno realizzata “hanno subito importanti soprusi”.

Da parte di alcune decine di manifestanti non vi è stata nessuna intenzione di negare la valenza dell’opera, considerata “un’importantissima e positiva svolta ambientale nella mobilità locale e internazionale”.

Allo stesso tempo in futuro i manifestanti auspicano che “non si dovrà mai più lasciare spazio allo sfruttamento e alle intimidazioni che purtroppo hanno subito molti operai che, tra l’estate 2017 e l’estate 2018, hanno contribuito alla posa dei binari all'interno della galleria di base del Monte Ceneri” si legge in una nota. Ecco il servizio del Quotidiano:

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Inchiesta di Falò della Rsi

Del tema si era occupato anche il settimanale Rsi Falò, che aveva portato alla luce testimonianze che parlavano di turni di lavoro massacranti e illegali, oltre a presunte pratiche di caporalato (taglieggi e decurtazioni salari), “nonostante il settore sia coperto da un Contratto collettivo decretato dal Consiglio Federale di obbligatorietà generale”, ricorda il comunicato. Le aziende italiane CGF e GEFER (che fanno parte del gruppo Rossi che ha sede a Roma) sono state denunciate da alcuni lavoratori, e in magistratura è tuttora pendente un’inchiesta. Ecco il servizio di Falò:

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Obbiettivo della protesta è quindi quello di cercare di smuovere le autorità giudiziarie ticinesi per portare avanti rapidamente le indagini e nel contempo evitare che queste situazioni si ripresentino nei prossimi grandi cantieri ticinesi. “Urge quindi il rafforzamento della magistratura, specializzando un pool di esperti in questo genere di reati” conclude la nota.


tvsvizzera.it/fra con RSI

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