Denatalità da record, la Svizzera è in allarme
Le gravi sfide per l'economia, il mercato del lavoro e la previdenza svizzera sono la diretta conseguenza del tasso di natalità crollato a un minimo storico, una tendenza che secondo uno studio non accenna a invertirsi.
Il tasso di natalità in Svizzera rimane a livelli bassi e non si intravede alcuna ripresa. Ciò pone sfide all’economia, al mercato del lavoro e anche alla previdenza per la vecchiaia, mette in evidenza Swiss Life in uno studio.
Nel 2025 il tasso di natalità in Svizzera, misurato in base al cosiddetto indicatore sintetico della fecondità, ha raggiunto un valore di 1,28 figli per donna, si legge nel rapporto pubblicato giovedì. Si tratta di un minimo storico, secondo Swiss Life. Nel 2020 era ancora superiore a 1,5.
Secondo Swiss Life non è prevedibile un aumento del tasso di natalità. Anzi, si stima che a partire dal 2031 in Svizzera il numero dei decessi supererà quello delle nascite. Entro il 2075, per ogni persona in età pensionabile ce ne saranno solo due in età lavorativa. Oggi il rapporto è di tre a uno.
Conseguenze per l’economia
Ciò ha conseguenze per l’economia. “Il calo dei tassi di natalità di questa portata porterà, nel prossimo futuro, a una diminuzione della forza lavoro che entra nel mercato”, ha affermato Nadia Myohl, responsabile della ricerca sulla previdenza presso Swiss Life Svizzera, durante una conferenza telefonica. Ciò potrebbe influire negativamente sulla crescita economica e sull’innovazione.
Inoltre, l’invecchiamento della società pone sfide importanti soprattutto al sistema previdenziale. I bassi tassi di natalità fanno sì che sempre meno persone versino contributi nei fondi previdenziali AVS e nelle casse pensioni, mentre il numero crescente di pensionati porta a somme versate sempre più elevate.
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