Demografia Il Covid-19 fa crollare la speranza di vita in Ticino

Quattro apparecchi elettronici accanto a letto d ospedale; si intravvedono tubicini e uno stetoscopio

Dettaglio di una postazione di terapia intensiva, un settore quanto mai sotto pressione durante la pandemia.

Keystone / Alessandro Crinari

L'Istituto di demografia dell'Università di Ginevra calcola per il canton Ticino, nei primi undici mesi del 2020, un abbassamento fuori norma della speranza di vita. Un crollo così non si osservava da un secolo, chiarisce il direttore Philippe Wanner, ciò che dimostra che l'impatto del coronavirus va ben al di là di quello di una semplice influenza.

Poco più di due mesi fa, l'Ufficio statistico dell'Unione Europea (Eurostat) proclamava il Ticino regione con la seconda più alta aspettativa d'Europa. Dati che si riferivano al 2018, quando si era ben lontani dal fare i conti con una pandemia come quella di Covid-19.

"L'anno non è terminato ma fino ad oggi possiamo dire che per gli uomini la speranza di vita in Ticino è scesa di oltre un anno e mezzo rispetto al 2019", rivela Wanner, il cui istituto ha lavorato sui più recenti dati dell'Ufficio federale di statistica (UST), che arrivano a metà novembre.

In un grafico, confronto tra la speranza di vita per gli uomini 2011-2019 e 2020
RSI-SWI

Per le donne, la diminuzione è più contenuta: da 85,6 a 85,1 anni. Nondimeno, si tratta di un fenomeno eccezionale, che non si osserva mai in un'epidemia di influenza, perlomeno non in epoche recenti.

"In termini di salute pubblica, questa diminuzione è qualcosa di importante, che non riscontriamo dalla Spagnola del 1918", dichiara l'esperto. Allora si ebbe in realtà un crollo di 8 anni, poiché morirono anche molti giovani. Ma per quanto un anno possa sembrare poco, è raro che la speranza di vita diminuisca, spiega. La tendenza è semmai a un aumento annuale di due mesi.

Nel servizio RSI, l'intervista integrale a Philippe Wanner, che chiarisce come leggere l'indicatore della speranza di vita per rapporto alla mortalità da Covid: a perdere la vita non sono stati solo i più fragili.

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