Sei iniziative parlamentari chiedono d’iscrivere la discriminazione di genere nel Codice penale
Una delle promotrici, la socialista Min Li Marti.
Keystone / Alessandro Della Valle
Gli incitamenti all'odio e alla violenza a motivo del sesso devono essere punibili e figurare nel Codice penale come reato a sé stante. È quanto prevedono sei iniziative parlamentari analoghe del Nazionale approvate oggi anche dagli Stati con 21 voti contro 18.
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Keystone-ATS
I testi sono stati presentati dalla consigliere nazionali Marti Min Li (Partito socialista PS), Jacqueline de Quattro (Partito liberale radicale PLR, destra), Sibel Arslan (Verdi), Kathrin Bertschy (Partito dei Verdi liberali PVL) e dalle ex consigliere nazionali Marianne Binder-Keller (Centro) e Liliane Studer (Partito evangelico PEV, centro).
A motivare le promotrici è la diffusione della violenza contro le donne e il fatto che durante il dibattito sull’estensione dell’articolo 261bis del Codice penale all’orientamento sessuale, il Parlamento ha rinunciato a includere la discriminazione e l’incitamento all’odio basati sul sesso di una persona.
L’odio e la violenza contro le donne sono purtroppo molto diffusi, ha sostenuto oggi la “senatrice” Mathilde Crevoisier Crelier (PS). Gli atti di odio contro le donne sono in aumento, è il momento di inviare un segnale chiaro contro queste violenze, ha aggiunto.
Aggiungere una nuova fattispecie nell’articolo sulla discriminazione razziale non è una soluzione, ha replicato Beat Rieder (Centro), secondo cui la legislazione attuale è sufficiente. Bisogna però applicarla meglio, ha sottolineato. La proposta rischia inoltre di sovraccaricare il sistema giudiziario.
“Non è un’ammissione di impotenza o di incuria rinunciare a punire atti per il solo motivo che la giustizia non riesce a esaminarli?”, ha risposto Crevoisier Crelier. “La violenza inizia con le parole”, ha aggiunto Maya Graf (Verdi). La basilese ha citato uno striscione esposto allo stadio da tifosi dello Sciaffusa che recava “Winti Frauen figge und verhaue” (scopare e picchiare le donne di Winterthur, ndr.). “Non voglio mai più vedere cose simili”, ha detto, ricordando che gli autori sono stati prosciolti dalla giustizia.
L’incarto è ora trasmesso alla competente commissione del Consiglio nazionale, che dovrà elaborare un disegno di legge.
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