Finanziamento tredicesima AVS, vince la soluzione mista
Il Consiglio degli Stati ha approvato un piano di finanziamento misto per la tredicesima AVS, che combina un aumento dei contributi salariali con un incremento dell'aliquota ordinaria dell'IVA.
Con 26 voti contro 19, gli Stati hanno approvato giovedì le proposte della Conferenza di conciliazione sul finanziamento della tredicesima AVS. La soluzione adottata è di tipo misto e prevede sia un aumento delle deduzioni salariali sia un incremento dell’Imposta sul valore aggiunto (IVA).
Il “sì” della Camera dei cantoni era scontato: le proposte scaturite dalla conciliazione ricalcano infatti la soluzione sostenuta dai “senatori”. Il Consiglio nazionale, che si pronuncerà mercoledì prossimo, ha invece sempre difeso la variante basata esclusivamente sull’aumento dell’IVA, e solo fino al 2033. Entro quella data, negli auspici della Camera del popolo, il Parlamento dovrebbe aver elaborato una soluzione duratura per garantire il finanziamento dell’AVS nell’ambito della prossima grande riforma del primo pilastro, chiamata AVS2030.
Concretamente, la soluzione della Conferenza di conciliazione prevede un aumento dei contributi salariali di 0,2 punti percentuali. La proposta contempla inoltre un aumento di 0,4 punti percentuali dell’aliquota ordinaria dell’IVA, che salirà quindi all’8,5%. Resterà invece invariata l’aliquota ridotta applicata ai beni e ai servizi di prima necessità, come i prodotti alimentari.
Ma per la minoranza – Unione democratica di centro (UDC, destra conservatrice) e Partito liberale radicale (PLR, destra liberale) – questa soluzione è “inaccettabile”, come ribadito oggi in aula da Josef Dittli (PLR). “Un aumento dell’IVA illimitato nel tempo riduce la pressione per una riforma strutturale dell’AVS”, ha sostenuto l’urano.
Se la tredicesima rendita non venisse finanziata subito, in futuro servirebbero entrate molto più elevate per riequilibrare l’AVS, ha però replicato la consigliera federale Elisabeth Baume-Schneider. Ogni anno senza finanziamento indebolisce infatti il fondo e riduce i rendimenti degli investimenti, rendendo il recupero sempre più difficile.
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