Crisi pandemica Swiss nelle cifre rosse sopprime 1'000 impieghi

Interno di aeroporto, con nastri per guidare le code al check-in; persone con bagagli in lontananza, scritta Swiss

Il calo dei ricavi e dei passeggeri impongono un'ampia ristrutturazione.

Keystone / Christian Beutler

La compagnia aerea elvetica Swiss, pesantemente colpita dalla crisi del Covid-19, ha annunciato giovedì un'ampia ristrutturazione per far fronte al calo dei ricavi e dei passeggeri. Nei primi nove mesi dell'anno, il vettore ha registrato una perdita operativa di 414,7 milioni di franchi, contro un utile di 489,6 milioni nello stesso periodo del 2019. Nell'arco di due anni, saranno soppressi circa 1000 impieghi.

Tra gennaio e settembre, la società controllata da Lufthansa ha subito un calo di fatturato del 61,8% a 1,54 miliardi di franchi, indica una nota diffusa giovedì. Di fronte alla crisi pandemica e alle restrizioni di viaggio decretate un po' ovunque nel mondo, il numero di passeggeri trasportati è crollato del 69,8% a 4,3 milioni.

Per porre rimedio a questa situazione, Swiss ha congelato i progetti di investimento non urgenti e le assunzioni. La compagnia aerea ha inoltre introdotto modelli di lavoro a tempo parziale, con salari più bassi, e ha proceduto a pensionamenti anticipati. Insieme alle partenze volontarie, tutte queste misure dovrebbero portare alla soppressione di circa 1000 impieghi. Ulteriori risparmi sono attualmente all'esame.

La direzione di Swiss prevede che il gruppo con sede a Kloten, vicino all'aeroporto di Zurigo, incrementi ulteriormente le perdite entro la fine dell'anno.

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tvsvizzera.it/ATS/ri con RSI (TG del 05.11.2020) 

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