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Criminalità organizzata No ai "pentiti" nel diritto elvetico

La Svizzera non introdurrà la figura del "pentito" nel suo diritto penale. La camera bassa del parlamento elvetico ha respinto mercoledì una mozione in tal senso. Secondo il Governo e la maggioranza dei deputati, le attuali riduzioni di pena decise dai giudici sono sufficienti.

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“Una visita a Roma alla direzione antimafia e antiterrorismo di poche settimane fa ci ha fatto capire che è imperativo avere questi strumenti a disposizione. […] Una regola per i pentiti anche in Svizzera sarebbe sicuramente uno strumento chiave”. È l’opinione espressa da André Marty, il portavoce del ministero pubblico della Confederazione, un’opinione trasformata in mozioneLink esterno dal senatore socialista Claude Janiak.

Quest’ultimo cita gli esempi delle espetienze di Italia e Stati Uniti, che “dimostrano l’efficacia di tali normative”.

Non la pensano però come lui il Governo e la maggioranza della camera bassa del parlamento, la quale ha affossato mercoledì il testo per 108 voti a 72.

“Coloro che possono dare informazioni utili sono al vertice delle organizzazioni criminali, non in basso. E nei paesi che hanno la figura del pentito vediamo che questi boss tradiscono i pesci piccoli per ottenere loro l'impunità. E’ inaccettabile”, ha detto il deputato della Unione democratica di centro (destra consevatrice – UDC) Yves Nidegger.

Secondo l’esecutivo, inoltre, il diritto attuale è sufficiente perché prevede già la protezione dei testimoni e riduzioni di pena decise dai giudici. Quest'ultima possibilità sarà comunque estesa anche a eventuali pentiti di organizzazioni terroristiche. 

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