Crescono le vittime della tratta di esseri umani nel 2025
Con un profilo eterogeneo per età e provenienza ma accomunate dalla mancanza di istruzione, sono state 228 le vittime di tratta prese in carico l'anno scorso dai servizi preposti in Svizzera, un numero in crescita che rappresenta solo la punta dell'iceberg.
Il Servizio specializzato in materia di tratta e migrazione delle donne (FIZ) l’anno scorso ha registrato 228 persone al suo programma di protezione delle vittime. In 65 casi si è fatto ricorso ad appositi alloggi sicuri.
Le persone con bisogno di protezione sono aumentate di 20 unità rispetto all’anno precedente, si legge nel rapporto annuale pubblicato lunedì. Le cifre che non vengono alla luce potrebbero però essere decisamente superiori.
82 persone sono state identificate dal FIZ come vittime della tratta di esseri umani. Nella maggioranza dei casi si tratta di donne, con un’alta percentuale nell’ambito della prostituzione (48 su 82).
Il profilo delle vittime è molto variegato, ha spiegato Fanie Wirth del FIZ ai microfoni di Heute Morgen, trasmissione radiofonica della radiotelevisione svizzera in lingua tedesca SRF: “Si parte dalle molto giovani fino alle ultra sessantenni, con provenienze da oltre 80 Paesi diversi”, con una folta presenza di persone provenienti dall’Europa dell’est. Il comune denominatore è spesso l’assenza d’istruzione e di lavoro.
L’aumento dei casi è anche da ricondurre a una maggiore sensibilizzazione sull’argomento, ha sottolineato il FIZ.
In conformità con gli standard di JTI
Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative
Se volete segnalare errori fattuali, inviateci un’e-mail all’indirizzo tvsvizzera@swissinfo.ch.