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Credit Suisse, chiusa la vertenza con gli USA

Trovato un accordo che prevede il pagamento di oltre 2 miliardi da parte dell'istituto bancario

Questo contenuto è stato pubblicato il 22 novembre 2014 - 14:54

Credit Suisse l'ha definito un grosso passo avanti. Venerdì 21 novembre, la banca ha infatti definitivamente chiuso la propria vertenza fiscale nei confronti degli Stati Uniti. Il sigillo è arrivato grazie ad un giudice dello stato della Virginia che ha approvato l'accordo, negoziato a maggio 2014 con il Dipartimento della Giustizia americano, per il pagamento di 2.6 miliardi di dollari.

Nello specifico, il secondo gruppo bancario elvetico dichiarò la propria colpevolezza in mertio all'aver aiutato facoltosi clienti d'oltre oceano ad evadere le tasse.

Come si legge su RSI.chLink esterno, l'intesa, che pone fine a un'estenuante controversia, prevede il mantenimento della licenza e, per la Confederazione, esclude la trasmissione di dati sulla base del diritto di necessità.

Credit Suisse è il primo istituto ad aver ammesso d'essere corresponsabile di un reato, negli Stati Uniti, da dieci anni a questa parte. L'ultima volta, a fine 2003, era toccato al Crédit Lyonnais.

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