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Crans-Montana, Jacques Moretti interrogato per tutta la giornata

primo piano di jacques moretti e della moglie jessica
Mercoledì tocca alla moglie essere interrogata. Keystone-SDA

Mentre i proprietari del bar Le Constellation vengono interrogati come imputati, la procura cantonale vallesana ha incaricato degli esperti di ricostruire la dinamica della tragedia anche con una simulazione virtuale.

Il proprietario del bar “Le Constellation” in cui sono morte a Capodanno 40 persone e 116 sono rimaste ferite, è stato interrogato martedì dal Ministero pubblico del canton Vallese. L’interrogatorio è durato tutta la giornata. Mercoledì toccherà alla moglie.

Martedì mattina Jacques e Jessica Moretti sono arrivati separatamente, lui in un furgone penitenziario e lei accompagnata dai suoi due avvocati, presso la sede della procura cantonale a Sion.

Giunti alle 8:30, i coniugi sospettati di “omicidio colposo, lesioni personali colpose e incendio colposo” dopo il dramma sono stati ascoltati fino al tardo pomeriggio alla presenza dei loro legali e di una trentina di avvocati delle vittime.

Un giorno ciascuno

Si è trattato della loro seconda audizione dall’apertura di un’indagine penale nei loro confronti, la prima in qualità di imputati.

A differenza del primo interrogatorio, in cui era stato interrogato sulla sua situazione personale, questa volta Jacques Moretti ha dovuto rispondere a domande relative all’incendio del bar “Le Constellation”.

Stando a informazioni riportate dal quotidiano italiano Corriere della Sera, Moretti avrebbe dichiarato di non avere colpe. “Anche noi siamo vittime di quel che è successo”, avrebbe detto, di fronte agli avvocati delle femiglie delle persone morte e ferite nel rogo avvenuto nel suo locale. “Certo, non vittime sullo stesso piano dei morti e feriti, ma soffriamo profondamente anche noi”.

Ha poi scaricato le colpe sul personale per l’uso delle candele pirotecniche (“Non era una mia iniziativa ma non l’ho mai nemmeno proibito”), sul venditore dei pannelli fonoisolanti (“La schiuma l’ho comprata, ma nessuno mi aveva detto che era infiammabile”) e su un cliente per la sedia che bloccava l’uscita di sicurezza (“L’ha messa lì […] il giorno prima”).

Il servizio del TG 20.00 della RSI del 20 gennaio 2026:

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Mentre Jessica Moretti rimane libera con misure coercitive, suo marito è stato posto in detenzione preventiva il 9 gennaio. Egli spera di poter beneficiare dello stesso status, dietro versamento di una cauzione di 200’000 franchi. La decisione spetta al Tribunale delle misure coercitive del canton Vallese, che non ha ancora deliberato in merito.

Intanto, la procura cantonale cercherà risposte sulla tragedia, affidando una perizia a due esperti dell’Istituto forense di Zurigo, in collaborazione lo Swiss Safety Center, il centro di riferimento per le certificazioni di sicurezza, che dovranno anche realizzare una simulazione virtuale dell’incendio e di come si è propagato.

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