Crans-Montana: Jessica Moretti indagata per falsità in documenti
I procuratori pubblici responsabili dell'inchiesta sulla tragedia di Crans-Montana contestano nuovi capi d'accusa nei confronti di Jessica Moretti. La comproprietaria del bar "Le Constellation" è ora indagata anche per falsità in documenti.
La notizia, rivelata dalla Radiotelevisione svizzera di lingua francese RTS, è stata confermata da alcuni avvocati ai media presenti oggi a Sion, dove sono in corso le audizioni di Jacques e Jessica Moretti. L’accusa è stata formalizzata alla donna nel corso dell’interrogatorio.
Questa nuova imputazione sarebbe legata all’esibizione di una fattura falsa riguardante la schiuma fonoassorbente presente nel bar; materiale che ha preso fuoco durante la notte di Capodanno causando un drammatico rogo in cui sono morte 41 persone e altre 115 sono rimaste ferite.
Secondo la RTS, tale modifica della fattura potrebbe essere legata a motivi fiscali e non avrebbe quindi un nesso causale diretto con il dramma di Capodanno.
Documento “sospetto”
“Ce lo aspettavamo un pochino. È vero che il documento prodotto nell’ambito dell’inchiesta appariva sospetto. C’erano quindi spiegazioni da dare”, ha detto Nicolas Mattenberger, uno dei legali delle parti civili.
Non si tratta “di una fattura qualunque, bensì di una fattura legata alla provenienza della schiuma”, ha aggiunto il suo collega Romain Jordan. “Quando avremo finalmente dichiarazioni almeno un po’ sincere, senza che ci vengano esibiti documenti falsi? (…) Dov’è il rispetto per le vittime?”, ha enfatizzato il legale.
Su Jessica Moretti – come sugli altri 13 imputati dell’inchiesta – gravano già le accuse di omicidio colposo, incendio colposo e lesioni personali gravi colpose. Il suo interrogatorio, così come quello del marito, prosegue oggi pomeriggio e dovrebbe protrarsi fino a sera.
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