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Crans-Montana, interrogato l’ex municipale del Comune di Chermignon

cartello che ricorda le vittime del rogo al le constellation
Lavori senza permesso, l'inchiesta prosegue. Keystone-SDA

Nell'ambito dell'inchiesta sulla tragedia di Crans-Montana, è stato interrogato un ex municipale in carica durante i lavori del 2015, mentre i gestori del locale affronteranno un interrogatorio in contraddittorio venerdì.

L’ex municipale del Comune di Chermignon (2013-2016) è stato interrogato mercoledì dal Ministero pubblico vallesano in merito alla tragedia avvenuta al bar Le Constellation di Crans-Montana (canton Vallese). L’uomo era in carica nel 2015, quando vennero realizzati importanti lavori nel locale.

I lavori erano stati svolti in occasione della ripresa dell’esercizio pubblico da parte dei Moretti. Una domanda per un permesso edile era stata depositata per la costruzione della veranda, mentre nessuna pratica amministrativa era stata avviata per i lavori nel sottosuolo.

Oggi l’ex municipale ha fornito la sua versione dei fatti ai procuratori ma, su suggerimento del suo legale, si è rifiutato di rispondere alle domande degli avvocati delle parti civili, ha confermato una fonte vicina al dossier.

Lo scorso 13 maggio l’allora sindaco di Chermignon, Jean-Claude Savoy, si era rifiutato di rispondere alle domande dei procuratori, poiché non aveva avuto accesso al dossier.

Moretti ascoltati venerdì

Dal canto loro i coniugi Jessica e Jacques Moretti saranno ascoltati venerdì in un interrogatorio in contraddittorio. Per la prima volta dall’inizio del caso relativo all’incendio del bar “Le Constellation” – che ha causato 41 morti e 115 feriti – due imputati saranno interrogati secondo la cosiddetta procedura del confronto.

Secondo quanto aveva spiegato il Ministero pubblico a Keystone-ATS, questo tipo di audizione può svolgersi in tre modi: si pone una stessa domanda a ciascun imputato e ognuno risponde; si interroga un primo imputato su un tema nel suo complesso, poi risponde il secondo imputato; si può anche privilegiare uno scambio di risposte più simile a un ping-pong, a seconda delle spiegazioni fornite dagli imputati.

I 14 indagati indagati devono tutti rispondere delle stesse accuse, ovvero omicidio colposo, lesioni personali colpose e incendio colposo in relazione al rogo di San Silvestro.

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