Crans-Montana, indagato anche l’attuale capo del servizio di sicurezza pubblica
Mentre l'inchiesta sulla tragedia di Crans-Montana si allarga includendo tra gli indagati anche l'attuale e il precedente capo della sicurezza comunale, il ministro degli esteri italiano critica la gestione del caso da parte delle autorità svizzere.
La procura vallesana indaga anche su una quarta persona nell’ambito delle indagini sul dramma di Crans-Montana: si tratta dell’attuale capo del servizio di sicurezza pubblica del comune. La notizia è stata confermata a Keystone-ATS dai suoi legali.
L’uomo sarà interrogato dai procuratori incaricati dell’inchiesta sulla tragedia di Capodanno. “Confermiamo che il capo del servizio di pubblica sicurezza di Crans-Montana sarà ascoltato come imputato venerdì 6 febbraio”, hanno detto i suoi avvocati Nicolas Rivard e Frédéric Pitteloud, commentando una notizia anticipata dalla RTS. Il loro cliente “ha potuto ritirare [venerdì mattina] all’ufficio postale la sua citazione a comparire, dopo averlo saputo [giovedì] dalla stampa”.
Gli avvocati hanno anche precisato che il capo del servizio di pubblica sicurezza “ha iniziato a lavorare per il Comune nel maggio 2024” e che quindi non può “rispondere della mancanza di controlli dal 2019” a causa della data di assunzione presso il Comune. “Non saranno rilasciate altre dichiarazioni” fino all’udienza di venerdì prossimo, hanno aggiunto.
Giovedì era stato reso noto che la procura vallesana ha avviato una procedura penale anche nei confronti del suo predecessore, che sarà interrogato il 9 febbraio. L’uomo lavorava a Crans-Montana durante i controlli di sicurezza effettuati nel 2018 e nel 2019. In due occasioni, le sue raccomandazioni non erano state seguite dal proprietario del bar. Ora è responsabile della sicurezza del Comune di Val d’Illiez.
Il responsabile del servizio di sicurezza pubblica attuale è il funzionario comunale che il 3 gennaio ha trasmesso agli inquirenti la documentazione urbanistica e amministrativa relativa al locale del Constellation.
Tajani evoca un cambio di magistrato
Sempre giovedì, da Bruxelles, il ministro degli esteri italiano Antonio Tajani aveva evocato l’ipotesi di un cambio del magistrato incaricato dell’inchiesta sulla strage. Tajani aveva spiegato che Roma rispetta le decisioni delle autorità svizzere, ma non nasconde forti perplessità su quanto avvenuto in Vallese dopo la tragedia della notte di Capodanno.
Altri sviluppi
Crisi diplomatica Italia-Svizzera: perché la giustizia divide
“Tutte le decisioni si rispettano, però possiamo anche criticare certe decisioni che non riguardano la Svizzera e il Governo svizzero, riguardano un cantone che di fronte a una tragedia come quella della notte di Capodanno ha tardato nelle indagini e ha rimesso in libertà su una cauzione irrisoria, 200’000 franchi, due persone che sono oggettivamente responsabili”, aveva detto.
Per il capo della Farnesina, tutte le norme antincendio sono state disattese nella notte di Capodanno nel locale teatro della strage, e questa “è una questione oggettiva”, aveva aggiunto, precisando che su altre eventuali responsabilità restano aperti accertamenti e controlli.
In conformità con gli standard di JTI
Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative
Se volete segnalare errori fattuali, inviateci un’e-mail all’indirizzo tvsvizzera@swissinfo.ch.