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Crans-Montana, dopo la tragedia i bar italiani non vogliono una “caccia alle streghe”

crans montana
Il numero delle vittime è intanto salito a 41, dopo la morte di un 18enne domenica. Keystone / Alessandro Della Valle

In risposta alla tragedia di Crans-Montana, il presidente della Federazione italiana dei pubblici esercizi (FIPE) respinge le accuse contro i bar e invoca una responsabilità condivisa sulla sicurezza che coinvolga l'intero settore, dagli imprenditori agli organi di vigilanza.

I bar e i ristoranti italiani non ci stanno a vedersi puntare l’indice contro da parte dei gestori delle discoteche a quasi un mese dalla tragedia a “Le Constellation” di Crans-Montana. “Qui non si tratta di fare una caccia alle streghe, non è solo abusivismo perché la posizione dei gestori delle discoteche è: ‘Non è successo in una discoteca ma è accaduto in un bar’, ma i gestori delle discoteche devono far attenzione al rispetto delle condizioni di sicurezza perché quello che è successo anni fa a Corinaldo è accaduto a casa nostra”.

Ad affermarlo è Lino Stoppani, presidente della FIPE, la federazione italiana dei pubblici esercizi come bar e ristoranti, intervistato dall’agenzia di stampa italiana Adnkronos, in difesa della categoria troppo spesso accusata genericamente di abusivismo dopo l’incendio del bar in Vallese, che ha provocato 40 morti e 116 feriti.

Stoppani ricorda il grave episodio accaduto nel 2018 in una discoteca nel comune marchigiano di Corinaldo, in cui 6 persone rimasero uccise e altre 59 ferite dopo che alcuni soggetti spruzzarono uno spray al peperoncino causando panico tra la folla e si verificò la tragedia a causa della mancanza di vie di fuga adeguate. “Non bisogna scaricare le responsabilità e le colpe, – rimarca Stoppani – ognuno deve avere la possibilità di fare le proprie valutazioni su determinate situazioni ed eventualmente intervenire”.

“Spero che quella circolare emanata nei giorni scorsi dal ministro dell’interno italiano Matteo Piantedosi, che invita le prefetture ad avviare una serie di verifiche nelle attività con un criterio preventivo e formativo, venga sviluppata, come si sta facendo, contrastando irregolarità o abusi, di cui anche la FIPE è contraria”, ha precisato Stoppani.

“La tragedia di Crans-Montana? Non fa bene ai bar”

“Gennaio è sempre il mese meno importante dal punto di vista degli affari – ha aggiunto Stoppani – soprattutto per le attività di pubblico esercizio perché arriviamo da dicembre. Diciamo che c’è un effetto elastico, un gennaio morto e un febbraio che ci auguriamo esplosivo quest’anno per le nostre attività ma, sicuramente, queste situazioni non fanno bene, anche se succedono in qualsiasi parte del mondo perché c’è un danno reputazionale generalizzato sul nostro settore”.

“Per quanto riguarda gli aspetti dei controlli, – ha proseguito il presidente della FIPE – noi siamo favorevoli, anzi, ringraziamo le forze dell’ordine per quello che potranno fare, sapendo che le ‘povere’ forze dell’ordine sono sempre costrette a gestire tante priorità” conclude Stoppani.

“Controlli in Italia, massima attenzione”

La federazione italiana dei pubblici esercizi lancia un appello a quasi un mese dai tragici fatti di Crans-Montana. “Faccio un appello a tre soggetti che su questi argomenti hanno precise responsabilità. Questi tre soggetti sono gli organi di vigilanza, le associazioni di categoria e i nostri imprenditori”, ha dichiarato ancora Stoppani.

Dopo gli organi di vigilanza, “la seconda responsabilità spetta alle associazioni di categoria, soprattutto quelle più rappresentative come la FIPE, per far crescere la cosiddetta cultura della prevenzione sulla sicurezza investendo maggiormente sugli aspetti di sensibilizzazione e di educazione e anche sulla formazione che è obbligatoria”.

“Terzo soggetto sono gli imprenditori, perché nessun impianto normativo, anche il più evoluto ha significato ed efficacia, se non è accompagnato da un comportamento assolutamente serio, civile e responsabile da parte di chi deve applicare le norme, che altrimenti rimangono lettera morta”. “Aggiungo poi i consumatori che devono imparare a capire dove vanno – ha aggiunto – e questo che vuol dire fidarsi dei nostri imprenditori ma fare anche un minimo di attenzione, ovvero guardarsi in giro quando entrano in un locale per vedere dove sono le vie di evacuazione, se sono ostruite, se ci sono impianti e strumenti anti incendio (estintori, ecc). Un’attenzione che può servire anche eventualmente a segnalare irregolarità”, ha concluso Stoppani.

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