Crans-Montana, chiesta una cauzione di 200’000 franchi a testa
Il Ministero pubblico vallesano chiede ai coniugi Moretti - sotto inchiesta per l'incendio di Crans-Montana - una cauzione di 200'000 franchi a testa. Spetta ora al Tribunale delle misure coercitive (TMC) pronunciarsi in merito e stabilirne l'importo esatto.
I legali hanno confermato una notizia in tal senso diffusa dalla RTS e dalla Tribune de Genève/24 heures. Attualmente Jacques Moretti – proprietario del bar “Le Constellation”, dove la notte di Capodanno sono morte 40 persone e 116 sono rimaste ferite – è in carcere preventivo. Sua moglie Jessica, che lo gestiva, è ancora in libertà.
Martedì scorso il TMC aveva deciso di imporre misure sostitutive alla detenzione preventiva nei confronti di Jessica Moretti, accogliendo così una richiesta della Procura. Queste consistono nel divieto di lasciare la Svizzera, nell’obbligo di depositare tutti i documenti di identità e di soggiorno presso il Ministero pubblico, compresi quelli dei figli, e nell’obbligo di presentarsi quotidianamente presso una stazione di polizia.
Visto che la fissazione di una cauzione richiede un’istruttoria minuziosa, l’importo sarà stabilito in un secondo tempo, aveva precisato il TMC. Secondo quest’ultimo, dato che la Procura non ha richiesto la detenzione preventiva, tale misura coercitiva non poteva essere ordinata.
Per quanto riguarda Jacques Moretti, il TMC aveva ordinato la custodia cautelare per un periodo iniziale di tre mesi, a causa dell’esistenza di un rischio di fuga. L’uomo è in carcere da una settimana, dopo un interrogatorio da parte del Ministero pubblico.
Il TMC non si è ancora pronunciato sulle misure sostitutive, in caso di eventuale revoca del carcere preventivo. Ma secondo gli avvocati della coppia, la Procura avrebbe chiesto il sequestro dei suoi documenti d’identità, l’obbligo di presentarsi ogni tre giorni alla stazione di polizia, l’uso di un braccialetto elettronico e il versamento di una cauzione di 200’000 franchi.
“Tenuto conto del fatto che l’imputato non dispone attualmente di alcun reddito, che lui e sua moglie possiedono beni immobili gravati da ipoteche e sequestrati dalla giustizia, l’importo di 200’000 franchi sembra adeguato”, scrive il Ministero pubblico nella sua richiesta, secondo i legali dei coniugi. “In sintesi, non hanno più alcun reddito e il loro patrimonio è bloccato”, sottolineano.
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