Corruzione, leggero peggioramento nel settore pubblico in Svizzera
Scendendo al sesto posto nell'Indice di percezione della corruzione 2025, la Svizzera registra un calo significativo che, secondo Transparency International, evidenzia la necessità di migliorare la lotta alle bustarelle a tutti i livelli politici.
La Svizzera ha perso un posto e si trova sesta nella classifica dell’Indice di percezione della corruzione (CPI) 2025, pubblicato martedì da Transparency International. Secondo l’ONG, la lotta alle bustarelle va migliorata.
La Confederazione ha ottenuto 80 punti sui 100 possibili. Certo, si tratta solo di un punto in meno su base annua, ma dal 2015 si registra un -6, un “calo considerevole”, sottolinea Transparency International Svizzera in un comunicato. Nello stesso arco temporale, la media dell’Europa occidentale è scesa di due punti.
Il servizio del TG 20.00 della RSI del 9 febbraio 2026:
“Negli ultimi dieci anni, la quota di persone degli ambiti economici svizzeri che considerano la corruzione di funzionari come una pratica corrente è fortemente aumentata, con un altro studio che sottolinea un indebolimento considerevole delle istituzioni di lotta alla corruzione”, ha detto Urs Thalmann, direttore di Transparency International Svizzera, citato nella nota.
Quest’ultimo punto suggerisce che il rischio nel settore pubblico aumenti, il tutto senza che ambiti problematici in Svizzera, come il riciclaggio di denaro e la corruzione transnazionale, vengano presi in conto dall’incide, prosegue la ONG.
Migliorare la lotta alle bustarelle
Per Transparency International, la lotta alle bustarelle può essere migliorata in Svizzera a tutti i livelli politici. La nuova strategia contro la corruzione sviluppata dal Consiglio federale è vista come uno “strumento fondamentale” per prevenire la corruzione nell’amministrazione federale, ma l’ONG deplora che alcune richieste – come la promozione della trasparenza del lobbying – non vi figurino. Serve poi una vera e propria autorità anticorruzione, e non un semplice gruppo interdipartimentale.
Transparency International auspica anche un’applicazione di una strategia a livello cantonale e comunale, che al momento manca. I cantoni rappresentano infatti il 43% delle spese pubbliche in Svizzera, i comuni il 24%. Il potenziale di corruzione è elevato, in particolare in ambiti come il nepotismo e i conflitti di interesse.
Danimarca in testa
Nella classifica la Svizzera condivide il sesto posto con la Svezia. Il primo posto va alla Danimarca, seguita da Finlandia e Singapore. In fondo alla graduatoria si trovano Sudan del Sud, Somalia e Venezuela.
In Europa occidentale e UE il punteggio medio è di 64, mentre a livello mondiale si scende a 42. In tutto, l’Indice di percezione della corruzione prende in considerazione 182 Paesi. La valutazione viene fatta valutando da cinque a tredici ambiti diversi.
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