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Coppa del mondo, la Svizzera si qualifica ai sedicesimi di finale contro il canada

due giocatori della svizezra sorridenti in campo di congratulano l'uno con l'altro
La Nati è entrata in una ristretta cerchia. Keystone / Peter Klaunzer

Conquistato il primato nel girone e la qualificazione, la Svizzera guarda ora ai sedicesimi di finale del Mondiale con l'obiettivo di fare la storia, mentre il tecnico Murat Yakin deve gestire una lunga pausa e scegliere la formazione migliore per la fase decisiva.

La Svizzera è entrata in una ristretta cerchia qualificandosi mercoledì per la fase a eliminazione diretta del Mondiale. Dal 2014, tra le nazioni europee solo la Francia ha fatto altrettanto bene.

Né la Spagna, né l’Inghilterra, né il Portogallo (eliminati nella fase a gironi nel 2014), né la Germania (idem nel 2018 e 2022), né i Paesi Bassi (non qualificati nel 2018), per non parlare dell’Italia (assente dal 2018), possono vantare una simile costanza nella massima competizione. Certo, il suo percorso si è concluso agli ottavi di finale nelle tre edizioni precedenti, ma ciò non cambia il dato di fatto: la Svizzera è sempre presente all’appello.

Mercoledì si è persino concessa il lusso di concludere in testa al proprio girone grazie alla vittoria per 2-1 contro il Canada, padrone di casa, nella bolgia rossa di Vancouver. Un primato in una grande competizione che non si verificava dal 2006.

“Abbiamo risposto alle aspettative”, ha commentato con soddisfazione il selezionatore Murat Yakin, ben deciso a far dimenticare l’umiliazione subita contro il Portogallo quasi quattro anni fa, negli ottavi di finale (6-1). “Siamo partiti bene nel torneo, con ritmo e fiducia. Ma per ora, godiamoci questo momento”.

In piena notte

Nei sedicesimi di finale, la squadra di “Muri” affronterà una delle migliori terze classificate, che potrebbe provenire dal gruppo G o J, giovedì 2 luglio, di nuovo a Vancouver. Unico neo, la partita è prevista alle 20.00 ora locale, ovvero alle 5.00 di venerdì mattina nell’Europa centrale. Un orario tutt’altro che ideale per la tifoseria svizzera.

Di ritorno a San Diego questo venerdì, la selezione elvetica conoscerà la sua avversaria sabato, per poi avere altri quattro giorni nel proprio ritiro per preparare al meglio questa partita da dentro o fuori. Lascerà quindi la California in via definitiva, poiché l’eventuale ottavo di finale si svolgerà anch’esso a Vancouver, prima di un ipotetico quarto a Kansas City.

Per i componenti della squadra, si tratterà di gestire al meglio una lunga pausa di sette giorni senza giocare. Una prospettiva che non entusiasmava particolarmente Manuel Akanji prima di affrontare il Canada. “Non sono l’unico nella squadra”, ha scherzato il difensore dopo la vittoria di mercoledì. “Ad alcuni giocatori piace avere una pausa un po’ più lunga. Spetterà soprattutto all’allenatore decidere l’intensità degli allenamenti”.

Murat Yakin dovrà anche valutare le prestazioni dei suoi giocatori e decidere chi ha meritato di figurare nell’undici titolare quando inizieranno le partite decisive. Tra le scelte da fare, quella del terzino destro. Dopo Denis Zakaria e Silvan Widmer, Yakin ha schierato Luca Jaquez. E il 23enne lucernese, difensore centrale di ruolo, è stato piuttosto convincente contro il Canada: i suoi lanci lunghi sono all’origine dei due gol della Svizzera.

Un giocatore “speciale”

Anche in attacco si dovrà trovare la formula giusta. Djibril Sow, schierato come centrocampista destro al posto di Michel Aebischer, ha commesso pochi errori, ma non ha quasi dato alcun apporto offensivo. Al contrario di Johan Manzambi, autore dell’assist per l’1-0 e del gol del 2-0.

Dopo il suo ingresso risolutivo contro la Bosnia (due reti, un cartellino rosso), il 20enne ginevrino ha dimostrato di essere ormai indispensabile per la squadra svizzera, in quel ruolo di numero 10 che sembra fatto su misura per lui. Manuel Akanji ha riassunto bene il perché: “Johan è molto creativo e abbiamo bisogno di elementi in grado di creare qualcosa di speciale anche in situazioni improbabili”.

La Svizzera avrà davvero bisogno delle qualità del suo nuovo gioiello per superare un turno nella fase a eliminazione diretta di un Mondiale, un’impresa mai riuscita finora nonostante sia una presenza fissa della competizione. Murat Yakin e i suoi giocatori affermano da mesi di voler realizzare la migliore Coppa del Mondo della storia della Svizzera. Ora tocca a loro.

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