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Eccedenza miliardaria per la Confederazione

Un errore di valutazione che si ripete, fatta eccezione per il 2014, da 15 anni. E che suscita anche critiche. RSI-SWI

Il bilancio 2018 della Confederazione registra un avanzo di 2,9 miliardi di franchi, a fronte dei 300 milioni preventivati. Il consuntivo, presentato mercoledì dal governo, sarà definitivo dopo la verifica del Controllo federale delle finanze.

Questo contenuto è stato pubblicato il 13 febbraio 2019 - 21:30
tvsvizzera.it/ATS/ri con RSI (TG del 13.02.2019)

L'eccedenza miliardaria è dovuta, analogamente all'esercizio precedente, all'evoluzione positiva delle entrare e "alla grande disciplina mantenuta sul fronte delle uscite", si legge nella notaLink esterno del Consiglio federale.

Entrate e uscite nel dettaglio

Le entrate sono state di 2,2 miliardi di franchi superiori alle attese, in particolare per gli 1,6 miliardi supplementari prodotti dall'imposta preventiva. I rimborsi sono stati inferiori alle aspettative e l'imposta federale diretta ha conseguito 900 milioni di introiti più di quanto stimato, soprattutto grazie alle maggiori entrate dell'imposta sull'utile delle imprese.

+ Sulle imposte preventiva e federale diretta leggi anche: Pagare le tasse in Svizzera

Sul fronte delle uscite, lo scostamento dal preventivo è invece minimo (-0,6%, ovvero 500 milioni in meno) e nettamente al di sotto della media degli ultimi 10 anni (-1,8%).

Si è speso meno del previsto sul fronte della sicurezza e della previdenza sociale soprattutto nell'ambito della migrazione, per via del numero inferiore di richieste d'asilo.

Buone prospettive fino al 2022

Il Consiglio federale ha anche fissato il quadro finanziario per il futuro. Per il 2020, è prevista un'eccedenza strutturale di 400 milioni di franchi. Sei mesi fa, si parlava di un ammontare equivalente ma in deficit.

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Il preventivo per il prossimo anno, che contempla un onere di 1,4 miliardi originato dalla Riforma fiscale e finanziamento dell'Assicurazione vecchiaia e superstiti AVS, potrà quindi essere attuato senza misure di risparmio.

Altri progetti e riforme, previste o in discussione, peseranno invece sul bilancio a partire dal 2022. Da quell'anno, conclude il governo, non vi sarà più alcun margine di manovra bensì un deficit strutturale nell'ordine di miliardi.

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