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Condannato a 20 anni di carcere kosovaro che nel 2023 ha ucciso la compagna

entrata tribunale
La procura durante il processo aveva chiesto una pena detentiva di 20 anni per il femminicida. Keystone-SDA

Il tribunale vodese ha riconosciuto la colpevolezza schiacciante di un 46enne, condannandolo per il femminicidio della compagna, tragico epilogo di una relazione possessiva.

Un 46enne kosovaro è stato riconosciuto oggi colpevole dell’assassinio della compagna, avvenuto tre anni fa a Vevey (canton vaud), e condannato a 20 anni di carcere dal Tribunale distrettuale della città vodese. L’imputato, domiciliato in Germania, verrà anche sottoposto a un trattamento in istituto ed espulso dal territorio svizzero.

La vittima, una 37enne connazionale del killer, era stata rinvenuta uccisa a coltellate nel suo appartamento nel maggio del 2023. L’uomo era stato arrestato dopo essersi presentato spontaneamente in un posto di polizia nel canton Berna.

La corte ha seguito la procura, che durante il processo aveva chiesto una pena detentiva di 20 anni. Il cittadino balcanico è rimasto impassibile alla lettura della sentenza, tradotta in albanese.

Il presidente del tribunale ha sottolineato “l’estrema gravità dell’atto” e la sua “violenza inaudita”, ma anche la “colpevolezza schiacciante” del condannato. Quest’ultimo ha dimostrato una “volontà totalmente egoistica di mantenere il controllo sulla vittima a costo della sua vita”, una caratteristica “della maggior parte dei femminicidi”.

Il delitto era stato solo il tragico epilogo di una relazione tumultuosa caratterizzata dalla gelosia e dalla possessività dell’uomo, nonché dalle divergenze, in particolare riguardo al nome e all’educazione religiosa da dare alla loro bambina, nata nel 2021. La donna aveva altri tre figli da un precedente matrimonio.

L’assassino intratteneva un rapporto a distanza con la vittima dal 2020 ed era arrivato a casa sua a Vevey due giorni prima del fatto di sangue. Dopo diversi litigi, l’ha accoltellata ripetutamente con un tirapugni combinato con una lama, che deteneva illegalmente.

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