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Vanno fatti i nomi delle imprese che esportano armi

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Questo contenuto è stato pubblicato il 24 aprile 2019 - 18:43
tvsvizzera/ats/spal con RSI (TG del 24.4.2019)

La Segreteria di Stato dell'economia (Seco) è tenuta a comunicare a un giornalista della WochenZeitung (Woz) il nome delle imprese con sede in Svizzera che hanno chiesto l’autorizzazione per esportare materiale bellico nel 2014, secondo quanto ha stabilito il Tribunale federale.

La massima istanza giudiziaria del paese ha quindi confermato la precedente decisione del Tribunale amministrativo federale contro cui aveva ricorso la Seco. Il settimanale zurighese aveva chiesto informazioni dettagliate sulle richieste di esportazioni d’armi conformemente al dettato della legge sulla trasparenza nell’amministrazione.

Per il Tribunale amministrativo federale nel caso specifico ricorreva un interesse pubblico ma la Seco aveva rifiutato di fornire i dati richiesti ritenendo di dover comunicare questi dettagli solo alla Commissione parlamentare della gestione.

Nel suo ricorso l’istituto federale aveva sottolineato che la pubblicazione dei dati avrebbe suscitato malcontento tra i paesi destinatari delle commesse svizzere ma per il Tribunale federale questo tipo di informazioni non costituisce una minaccia per gli interessi nazionali. Se non possono essere invocati segreti commerciali concreti, sostiene l’alta corte, la Seco deve indicare i nomi delle imprese coinvolte.

Il giornalista della Woz Jan Jirat aveva chiesto informazioni alla Segreteria di Stato dell’economia dopo che erano comparse granate fabbricate dall’impresa Ruag nel teatro di guerra siriano.

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