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Coca Cola bacchettata in Svizzera

Keystone

L'Iniziativa delle Alpi boccia la multinazionale, che produce in Italia le lattine per la Confederazione

Questo contenuto è stato pubblicato il 09 ottobre 2015 - 15:47

L'Iniziativa delle Alpi, associazione svizzera nata per la protezione delle Alpi creata a fine anni '80 che vuole contenere la crescita del traffico pesante e trasferire il transito delle merci su ferrovia, ha assegnato a Coca Cola il "Pietra rossa del diavolo 2015". L'accusa? Quella di trasporti inutili, poiché l'azienda vende in Svizzera bevande confezionate in Italia, a Verona, o addirittura in Ungheria.

Non volendo realizzare un sito per il condizionamento nella Confederazione, la multinazionale preferisce il lungo tragitto su gomma, con conseguenze negative sulla natura, gli esseri umani e pure l'infrastruttura stradale; una strategia in contraddizione con quanto la società statunitense, che si dice impegnata per uno sviluppo sostenibile, vuole far credere, commenta l'associazione ambientalista in una nota pubblicata venerdì.

Il presidente del sodalizio Jon Pult evidenzia che, malgrado nella Confederazione la vendita di lattine in alluminio sia in continua crescita, l'azienda ha deciso di chiudere il centro d'imbottigliamento di Bollingen, tagliando 90 impieghi. Tali decisioni, secondo lui, sono la conseguenza di costi di trasporto troppo bassi.

Il "premio" è stato istituito per denunciare gli spostamenti di merci ritenuti più assurdi.

ATS/RedMM

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