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Sgravio 27, iniziato il dibattito al Nazionale, “sì” all’entrata in materia

la relatrice della Commissione delle finanze (CdF) Anna Giacometti
Keystone-SDA

Avviando il lungo dibattito sul pacchetto di sgravi federali, il Consiglio nazionale ha deciso di entrare in materia e ha respinto le proposte di rinvio presentate dalla sinistra.

Al Consiglio nazionale ha preso il via il lunghissimo dibattito sul pacchetto di sgravi della Confederazione per il triennio 2027-2029. Per esaminare le 92 proposte di minoranza sono previste circa 15 ore di discussione. Martedì la Camera del popolo ha votato solo l’entrata in materia. Le singole misure di risparmio verranno decise nella seduta di domani.

Presentando il progetto al plenum, la relatrice della Commissione delle finanze (CdF) Anna Giacometti (PLR, destra) ha chiarito che l’obiettivo della manovra è contenere la crescita della spesa e riportarla in linea con l’andamento delle entrate. Intervenendo sul deficit strutturale si vuole inoltre evitare che le misure di risparmio vengano decise in sede di preventivo, gravando così soltanto sulle uscite debolmente vincolate.

Giacometti ha quindi richiamato le principali sfide per le finanze federali. Negli ultimi anni sono infatti state approvate spese, soprattutto nei settori della previdenza sociale e della sicurezza, che non dispongono di un finanziamento sufficiente. Tra queste figurano l’aumento delle spese per l’esercito fino all’1% del PIL deciso dal Parlamento e l’introduzione della tredicesima rendita AVS.

Le prese di posizione

Nel suo intervento Alex Farinelli (PLR, destra) ha sottolineato come oggi lo Stato abbia un problema di uscite, non tanto di entrate. Il ticinese ha ricordato l’aumento delle spese della Confederazione: nel 2019 spendeva 73 miliardi di franchi, nel 2026 prevede di spendere 90 e nel 2029 98. Diversi parlamentari borghesi hanno quindi sostenuto la necessità di intervenire senza aumentare le imposte.

Di tutt’altro avviso la sinistra: “Si continua a ripetere che non bisogna lasciare debiti alle future generazioni, ma nessuno quantifica il costo dell’inazione: rinunciare a investire nelle energie rinnovabili, nella formazione e nella sicurezza sociale rischia di pesare molto di più sui giovani di domani”, ha sottolineato Laurence Fehlmann Rielle (PS, sinistra).

Dietro risparmi presentati come inevitabili, e spesso giustificati con scenari allarmistici che poi non si avverano, si finisce per indebolire lo Stato sociale e i servizi pubblici, ha proseguito la socialista. “Intanto – ha aggiunto – una larga parte della popolazione deve fare i conti con premi di cassa malati e affitti in costante aumento, senza adeguamenti salariali. E le proposte oggi sul tavolo non risolveranno nessuno di questi problemi”.

Al voto, il Consiglio nazionale non ha però seguito le obiezioni dello schieramento progressista e ha deciso di entrare in materia con 128 voti contro 62 (un’astensione). Il plenum ha in seguito bocciato nove proposte di rinvio presentate dalla sinistra, tutte con una netta maggioranza. Chiedevano di rivedere il tutto per tenere conto del progetto “Dissociazione 27”, della riforma del freno all’indebitamento, della rinuncia a determinate agevolazioni fiscali, della correzione di precedenti riforme fiscali o ancora del finanziamento delle spese per l’esercito tramite un fondo speciale.

Nel suo messaggio, il Consiglio federale propone misure di contenimento della spesa per 2,4 miliardi di franchi nel 2027 e di circa 3 miliardi nel 2028 e 2029. Il Consiglio degli Stati ha già esaminato questo dossier nel dicembre scorso, riducendo il volume delle economie di circa un terzo. Da parte sua, la CdF del Nazionale ha proposto ulteriori risparmi.

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