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Pillola del giorno dopo verso la vendita libera

CN: pillola del giorno dopo anche senza consulenza
CN: pillola del giorno dopo anche senza consulenza Keystone-SDA

Il Consiglio nazionale ha votato a favore della vendita della pillola del giorno dopo senza il colloquio specialistico obbligatorio, aprendo un dibattito tra la facilità d'accesso e la sicurezza sanitaria.

La pillola del giorno dopo dovrebbe essere accessibile senza colloquio di consulenza obbligatorio. È quanto chiede il Consiglio nazionale, che ha approvato mercoledì – con 113 voti contro 73 e 2 astenuti – una mozione in tal senso di Corina Gredig (Partito dei Verdi liberali, PVL).

Concretamente, la capogruppo del PVL propone di declassare i cosiddetti contraccettivi d’emergenza in una categoria di dispensazione inferiore.

Rispetto ad altri Paesi europei, l’accesso alla pillola del giorno dopo in Svizzera è più regolamentato, ha spiegato Gredig. Sebbene sia disponibile senza prescrizione medica dal 2002, le farmacie sono obbligate a svolgere un colloquio di consulenza prima della consegna e a far compilare un apposito modulo.

Effetto dissuasivo del colloqui obbligatorio

Gredig ha criticato questo “colloquio obbligatorio su dettagli intimi”, che ha un effetto dissuasivo ed è spesso accompagnato da un sentimento di vergogna. Non si tratta di una questione ideologica di principio, ma dell’accesso pratico a un farmaco in una situazione di emergenza.

“Ogni donna adulta e responsabile dovrebbe poter decidere liberamente e senza barriere inutili se assumere o meno questa pillola”, ha sostenuto Gredig. Un’ingerenza statale non è giustificata. La pillola del giorno dopo dovrebbe anche essere disponibile ad esempio nelle drogherie, dato il livello di rischio contenuto, ha sostenuto la zurighese.

Su questo punto è intervenuta la ministra della salute Elisabeth Baume-Schneider: i contraccettivi d’emergenza sono medicinali che possono avere effetti collaterali significativi e interazioni con numerosi altri farmaci. Per questo motivo, per la sicurezza delle pazienti, è indispensabile che prima dell’assunzione venga effettuato un colloquio con un professionista sanitario.

Questa posizione coincide anche con una sentenza del Tribunale federale, secondo cui il colloquio specialistico con una farmacista o un medico resta necessario per la “protezione dell’utilizzatrice”. In questo modo si può verificare se il preparato sia adatto e quale sia il più indicato. Secondo il Tribunale federale, le drogherie non dispongono delle competenze necessarie per questo tipo di consulenza.

Baume-Schneider ha inoltre sottolineato che il colloquio non dovrebbe rappresentare una barriera, ma servire a garantire che venga fornito il contraccettivo d’emergenza più adatto. Inoltre, a differenza delle drogherie, le farmacie offrono anche un servizio di emergenza nei fine settimana e nei giorni festivi, assicurando così una fornitura continua di questi medicinali.

La mozione passa ora al Consiglio degli Stati.

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