Le mamme di figli adottati saranno protette dai licenziamenti
La protezione dal licenziamento verrà estesa anche alle madri adottive grazie a un'iniziativa del Canton Ticino che ha ricevuto l'approvazione definitiva del Consiglio nazionale.
Anche le madri adottive devono essere protette dal licenziamento, allo stesso modo di quelle biologiche. Lo ha stabilito giovedì il Consiglio nazionale approvando con 112 voti contro 68 un’iniziativa del Canton Ticino in tal senso.
La Camera del popolo si è così allineata ai “senatori”, che a dicembre hanno dato seguito all’iniziativa con 22 voti contro 21. La Commissione competente sarà ora incaricata di elaborare un progetto di legge.
La normativa federale vigente definisce che il contratto di lavoro non può essere disdetto “durante la gravidanza e nelle 16 settimane dopo il parto” (una protezione ritenuta comunque insufficiente dalle deputate e dai deputati ticinesi). Questa protezione però non è garantita ai genitori di figli adottati che potrebbero quindi ritrovarsi nella spiacevole situazione di veder compromesso il proprio posto di lavoro senza protezione alcuna, si legge nel testo depositato il 24 settembre del 2024.
Stando all’iniziativa, “il numero di adozioni nel Canton Ticino è diminuito del 70% nel decennio tra il 2006 e il 2016: nel 2010 erano 34 i bimbi adottati, solo 14 nel 2015”. Secondo la responsabile dell’Ufficio dell’aiuto e della protezione, citata nel testo, “la questione non sta tanto nell’interesse all’adozione internazionale, quanto nelle difficoltà legate a questo percorso”.
Una parte del Consiglio nazionale, tra cui l’Unione democratica di centro (UDC, destra conservatrice), si è tuttavia opposta alla proposta. Secondo i contrari, estendere tale protezione alla madre adottiva ma non al padre adottivo creerebbe una nuova disparità di trattamento. Inoltre, lo scopo protettivo della disposizione vigente è strettamente legato alla maternità biologica e mira a una protezione completa della donna incinta, che ha appena partorito e allatta. Di conseguenza, non riteneva tale situazione paragonabile a quella di un’adozione.
Per i favorevoli la tutela contro il licenziamento prevista dal diritto del lavoro non è equiparabile alla tutela della salute e, di conseguenza, dev’essere applicabile anche alla situazione di un’adozione al fine di impedire che le persone con figli siano discriminate nella vita lavorativa.
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