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Niente riduzione dell’orario di lavoro massimo per infermieri e infermiere

CN: infermieri, no a riduzione durata massima settimanale lavoro
CN: infermieri, no a riduzione durata massima settimanale lavoro Keystone-SDA

Il personale infermieristico non vedrà ridotto il proprio orario massimo di lavoro settimanale, poiché il Consiglio nazionale ha bocciato la misura principale del Governo, approvando solo parzialmente altri miglioramenti.

La durata massima settimanale del tempo di lavoro del personale infermieristico non sarà ridotta. Lo ha deciso martedì il Consiglio nazionale (con 95 voti contro 61 e 39 astenuti), che ha respinto questo e altri miglioramenti delle condizioni di lavoro proposti dal governo.

Le divergenze di vedute in merito alla legge d’applicazione dell’iniziativa popolare sul tema, approvata il 28 novembre 2021, sono emerse già all’inizio dei dibattiti, con l’UDC (destra conservatrice) e il PLR (destra liberale) che hanno presentato due proposte per rinviare il dossier al Governo.

Il servizio del TG 20.00 della RSI del 28 aprile 2026:

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Il disegno oggi sul tavolo causerà un aumento dei premi del 2-4%, ha sostenuto Diana Gutjahr (UDC). Per la turgoviese è quindi necessario avere una discussione sul catalogo delle prestazioni.

Non è possibile quantificare con precisione le conseguenze finanziarie, ha replicato la consigliera federale Elisabeth Baume-Schneider sostenendo che l’inazione costerebbe ancora di più.

Respinte le due proposte di rinvio del dossier all’Esecutivo, il Nazionale ha iniziato a discutere dei due aspetti più controversi della nuova legge: la durata del lavoro delle infermiere e degli infermieri e le compensazioni salariali.

Il nodo dell’orario di lavoro

Il Consiglio federale nel suo messaggio ha chiesto di ridurre a 45 ore la durata massima settimanale del lavoro. Quella normale dovrebbe scendere a 40-42 ore. Per la maggioranza, tuttavia, le proposte del Consiglio federale costituiscono un’ingerenza eccessiva nei rapporti di lavoro e comportano costi sproporzionati.

Il relatore commissionale Benjamin Roduit (Centro) ha poi sottolineato un altro aspetto: la diminuzione delle ore potrebbe paradossalmente accentuare la carenza di manodopera qualificata.

Con 110 voti contro 84, il Nazionale ha così deciso di mantenere a 50 ore la durata massima settimanale del lavoro. Con 117 voti a 72, la camera ha poi deciso di portare la durata ordinaria della settimana lavorativa a 42 ore.

Durante le discussioni la sinistra e il PVL non hanno mancato di esprimere la loro delusione in merito alle decisioni adottate dal plenum. Confermando le 50 ore settimanali, tagliando le compensazioni e precarizzando condizioni già insostenibili, il progetto non raggiunge i suoi scopi, ha affermato Brigitte Crottaz (PS/VD). Non bisogna poi stupirsi se il personale abbandona la professione, ha aggiunto la vodese.

Le altre decisioni su compensi e turni

La nuova legge prevede anche che gli straordinari vengano compensati con tempo libero di pari durata o con un supplemento salariale del 25%. Su questo punto, contrariamente a quanto proposto dal governo, il Nazionale ha stralciato dalla legge la priorità del recupero nel tempo libero rispetto a un pagamento.

Altra decisione: un supplemento salariale di almeno il 25% (il governo proponeva il 50%) per chi lavora la domenica o durante i giorni festivi. Le pause, dal canto loro, conteranno come tempo di lavoro retribuito.

Al Consiglio federale viene poi data la competenza di stabilire come vadano compensati i servizi di reperibilità e di picchetto. I piani di lavoro dovranno essere comunicati con un preavviso di almeno quattro settimane. In caso di cambiamenti comunicati meno di un mese prima, il dipendente ha diritto a una compensazione di tempo o finanziaria pari al 25% (25-50% secondo le proposte iniziali del governo).

Le parti sociali saranno inoltre tenute a negoziare contratti collettivi di lavoro (CCL), che potranno derogare alle disposizioni relative alle condizioni di lavoro anche a sfavore del personale infermieristico, purché siano soddisfatte determinate condizioni. La legge indica anche come dovranno essere gestiti i costi aggiuntivi. Presente anche un capitolo sulla formazione.

Il dossier passa ora all’esame del Consiglio degli Stati.

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