Per il Nazionale la 13esima AVS va finanziata solo con l’IVA
Il finanziamento della 13esima AVS è ora legato unicamente a un aumento dell'IVA, dopo che il Consiglio nazionale ha respinto in modo definitivo l'opzione di un incremento dei contributi salariali.
Prosegue il braccio di ferro in parlamento circa il finanziamento della 13esima AVS. Esprimendosi sulle proposte della conciliazione, mercoledì la Camera del popolo ha nuovamente respinto l’aumento dei contributi salariali, approvando invece l’innalzamento dell’Imposta sul valore aggiunto (IVA).
Nel dettaglio, la proposta della Conferenza di conciliazione prevedeva un incremento di 0,2 punti percentuali dei contributi salariali. In seguito al “no” del Consiglio nazionale, questa fonte di finanziamento viene definitivamente accantonata.
Il servizio del TG 12.30 della RSI del 17 giugno 2026:
La conciliazione ha anche proposto un aumento di 0,4 punti percentuali dell’aliquota ordinaria dell’IVA (illimitato nel tempo), che salirà quindi all’8,5%. Resterà invece invariata l’aliquota ridotta applicata ai beni e ai servizi di prima necessità, come i prodotti alimentari.
L’aumento dell’IVA dovrà ora superare l’ultimo ostacolo delle votazioni finali, in programma dopodomani. Se il sostegno del Nazionale appare possibile, l’esito al Consiglio degli Stati resta tutt’altro che scontato. I “senatori”, che finora hanno sempre difeso una soluzione mista basata sia sull’IVA sia sui contributi salariali, accetteranno di approvare un compromesso ridotto? La risposta arriverà venerdì.
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