Fallito l’obiettivo intermedio contro lo spreco alimentare
La riduzione dello spreco alimentare in Svizzera si è fermata al 5%, mancando l'obiettivo del 25%, un risultato che il governo attribuisce ai tempi lunghi delle misure e alla scarsa partecipazione delle economie domestiche.
L’obiettivo previsto dal piano d’azione contro lo spreco alimentare di una sua riduzione del 25% per il 2025 non è stato raggiunto. Lo rende noto mercoledì il Consiglio federale. Le perdite, tra il 2017 e il 2024, sono diminuite secondo una stima dell’Università di Scienze Applicate di Zurigo soltanto di circa il 5%.
I risultati del rapporto intermedio, approvato oggi dal Governo, indicano comunque che un monitoraggio sistematico e misure operative mirate contribuiscono a ridurre il cosiddetto “food waste”, riporta un comunicato dell’Esecutivo. Nella prima fase del piano d’azione l’attenzione si è concentrata sulle iniziative volontarie del settore economico, in particolare grazie a un accordo intersettoriale tra 37 imprese e organizzazioni, impegnatesi congiuntamente nella lotta allo spreco.
L’obiettivo mancato viene giustificato dal Consiglio federale con il fatto che misure già adottate richiedano più tempo per produrre appieno i loro effetti e che per raggiungere l’efficacia su vasta scala sia necessario maggiore impegno da parte delle economie domestiche.
La seconda fase del piano prevede di continuare a puntare su iniziative volontarie e sulla responsabilità individuale coinvolgendo più attori possibile, di migliorare le basi di dati, per esempio nel settore agricolo, e di sensibilizzare maggiormente le economie domestiche sulla questione. Il Governo verrà nuovamente aggiornato entro la fine del 2028.
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