Giro di vite del Governo elvetico contro Hezbollah
Rispondendo a un mandato del Parlamento, il Consiglio federale ha avviato la consultazione per una legge che vieta Hezbollah, estendendo la base legale esistente contro Hamas e inasprendo le pene per chiunque sostenga il gruppo.
Linea dura del Consiglio federale contro il terrorismo internazionale: nella seduta di questo venerdì l’Esecutivo ha posto in consultazione un progetto di legge per vietare Hezbollah.
Il provvedimento risponde a un esplicito mandato del Parlamento, scaturito a seguito dell’escalation militare in Medio Oriente. La consultazione si concluderà il 5 ottobre 2026.
Subito dopo gli attentati compiuti da Hamas il 7 ottobre 2023, l’organizzazione radicale islamista Hezbollah – che opera in Libano come forza politica e paramilitare – ha intensificato i suoi attacchi con razzi, missili e droni contro il Nord di Israele, schierandosi apertamente al fianco di Hamas.
La nuova strategia prevede l’estensione dell’attuale base legale (entrata in vigore il 15 maggio 2025 per contrastare Hamas), che verrà rinominata “Legge federale che vieta Hamas, Hezbollah e le organizzazioni associate”. Il divieto non colpirà solo il nucleo centrale del gruppo, ma si applicherà anche a eventuali organizzazioni successive, sigle di copertura o entità che operano su mandato o in nome di Hezbollah.
Estesa durata legge
L’inclusione del gruppo sciita libanese tra le organizzazioni terroristiche ai sensi del Codice penale comporterà sanzioni severe: gli atti di sostegno saranno puniti con pene detentive fino a 10 anni, che potranno salire fino a 20 anni per le figure di spicco e con influenza decisiva. La validità della legge – inizialmente limitata a 5 anni per Hamas – viene ora estesa a una durata complessiva di 10 anni, con possibilità di proroga da parte del Parlamento.
Sul piano operativo, il divieto punta a produrre un forte effetto sia preventivo che repressivo. Oltre a evitare che la Svizzera diventi un luogo di rifugio o di pianificazione di attentati, la legge vuole semplificare l’assunzione delle prove nei procedimenti penali e consentirà alle forze di polizia di attuare espulsioni e divieti d’entrata con maggiore rapidità.
Per quanto riguarda gli intermediari finanziari, l’Ufficio di comunicazione in materia di riciclaggio di denaro (MROS) potrà intercettare e scambiare più agevolmente i flussi finanziari sospetti con le autorità estere partner.
Approvato rapporto
Sempre oggi, in adempimento a due postulati delle Commissioni della politica di sicurezza e della politica estera del Consiglio nazionale, il Consiglio federale ha approvato un rapporto sull’efficacia del dispositivo elvetico di difesa dal terrorismo. Esso è ritenuto dal Governo solido e sufficiente grazie al coordinamento tra divieti mirati, sanzioni internazionali e meccanismi preventivi antiriciclaggio.
A riprova della reattività del sistema attuale, il rapporto rivela che dall’attacco del 7 ottobre 2023 il MROS ha già ricevuto circa quaranta segnalazioni di sospetto finanziamento a favore di Hamas.
Le analisi hanno individuato significativi fattori di rischio legati soprattutto a fondazioni e associazioni che operano apparentemente sotto l’ombrello di aiuti umanitari o caritativi. Proprio per neutralizzare queste falle, le autorità stanno applicando i nuovi obblighi di trasparenza introdotti a inizio 2023, che impongono alle associazioni esposte l’iscrizione nel registro di commercio e la tracciabilità dei soci.
Il Ministero pubblico della Confederazione sta mettendo a frutto questi strumenti conducendo diversi procedimenti penali per finanziamento al terrorismo, un reato le cui denunce sono in costante aumento dal 2020. In queste attività l’MPC si coordina con la task force internazionale Counter Terrorist Financing Taskforce Israel (CTFTI).
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