Reintrodotti i controlli alle frontiere con la Francia durante il G7 a Evian
In vista del vertice del G7 in Francia, il Consiglio federale ha deciso di ripristinare i controlli alle frontiere con la Francia dal 10 al 19 giugno per garantire la sicurezza nella regione lemanica.
Nel periodo in cui si terrà il vertice del G7 a Evian-les-Bains (Francia), la Svizzera effettuerà controlli alle frontiere interne lungo il confine con la Francia. Lo ha deciso mercoledì il Consiglio federale approvando una richiesta in tal senso del Canton Ginevra. La misura sarà in vigore dal 10 al 19 giugno.
La riunione si terrà nella città francese affacciata sul Lemano dal 15 al 17 giugno e vi parteciperanno capi di governo delle principali nazioni industrializzate e di diversi Stati partner. La vicinanza con la Svizzera espone le città di Ginevra e Losanna e l’intera regione lemanica a rischi per la sicurezza, indica il Governo in una notaCollegamento esterno.
In occasione dei precedenti vertici del G7 si sono verificati scontri violenti, atti di vandalismo e sabotaggio. L’elevato numero di persone protette dal diritto internazionale nella regione e la situazione geopolitica tesa comportano, inoltre, una serie di sfide.
Nel periodo sopra indicato le autorità potranno effettuare controlli sulle persone anche in assenza di sospetti o chiudere singoli valichi di frontiera a seconda della situazione. Ai confini con gli altri Stati limitrofi, l’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (UDSC) rafforzerà il proprio dispositivo in base alla situazione, come già avvenuto in occasione dei grandi eventi sportivi dell’estate 2024.
Con queste decisioni, il Consiglio federale intende rafforzare il proprio sostegno ai Cantoni interessati dal vertice: Ginevra, Vaud e Vallese. A inizio aprile aveva già deciso che la Confederazione avrebbe partecipato alle spese sostenute dai tre Cantoni per garantire la sicurezza.
L’impiego sussidiario dell’esercito è stato approvato dalle Camere federali durante la sessione primaverile. Sarà quindi possibile impiegare fino a 5’000 militari per sostenere le misure di sicurezza previste dalle autorità civili.
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