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Per il Governo, i Cantoni devono insegnare la seconda lingua nazionale a elementari

cupola palazzo federale
Keystone-SDA

Il Consiglio federale intende rafforzare l’insegnamento delle lingue nazionali nella scuola dell’obbligo, valutando misure vincolanti per i Cantoni che rinviano il francese alle medie e mettendo così a rischio la coesione nazionale.

Se necessario, i Cantoni vanno obbligati a insegnare una seconda lingua nazionale alle scuole elementari. Lo ha deciso il Consiglio federale sostenendo che la tendenza dei Cantoni tedescofoni di rinviare il francese alle medie mette in pericolo la coesione nazionale.

Il Dipartimento federale dell’interno (DFI) è ora stato incaricato di elaborare una modifica della legge sulle lingue da porre in consultazione.

In una nota, il Consiglio federale esprime “preoccupazione” per le decisioni di alcuni Cantoni della Svizzera tedesca di posticipare l’insegnamento della seconda lingua nazionale alla scuola media. “Questi sviluppi mettono a rischio il principio di armonizzazione della scuola obbligatoria e di conseguenza anche la coesione nazionale”, sostiene senza mezzi termini l’Esecutivo.

Le disposizioni costituzionali attualmente in vigore obbligano i Cantoni ad armonizzare i loro sistemi scolastici, ricorda l’esecutivo. Nel 2004 le autorità cantonali hanno definito una strategia comune per l’insegnamento delle lingue straniere, confluita nel 2009 nel Concordato HarmoS. Le sue disposizioni sono obbligatorie per i Cantoni che vi hanno aderito, ma influenza anche gli altri.

Il servizio del TG 12.30 della RSI del 19 settembre 2025:

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Se alcuni Cantoni non applicano pienamente la strategia linguistica o fanno passi indietro rispetto all’armonizzazione già raggiunta, si rischia di “compromettere la comprensione tra le comunità linguistiche e creare nuovi ostacoli alla mobilità scolastica”. Per motivi politici ed educativi, il Consiglio federale ritiene che, se i Cantoni non riuscissero a trovare un accordo, la Confederazione dovrebbe intervenire con regole vincolanti sull’insegnamento delle lingue nazionali.

Ciò significa che Berna interverrebbe soltanto se il Concordato HarmoS dovesse fallire. Allo stadio attuale il governo vede due possibilità per garantire il plurilinguismo nella scuola dell’obbligo. La prima prevede che l’attuale soluzione HarmoS venga sancita nella legge sulle lingue. Il concordato, ricorda il comunicato, prevede esplicitamente l’insegnamento di due lingue straniere fin dalla scuola elementare (una seconda lingua nazionale e l’inglese).

La seconda variante si limiterebbe a uno standard minimo e lascerebbe un maggiore margine di manovra ai Cantoni. Vi sarebbe comunque l’obbligo di insegnare una seconda lingua nazionale a partire dalla scuola elementare, e fino alla fine delle medie.

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