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Cassis all’ONU: “Senza gli USA succede poco in questo mondo”

Cassis alle Nazioni Unite: «Senza gli Stati Uniti, in questo mondo si fa ben poco»
Cassis alle Nazioni Unite: «Senza gli Stati Uniti, in questo mondo si fa ben poco» Keystone-SDA

Dall'ONU, il ministro degli Esteri Ignazio Cassis ha ribadito la disponibilità della Svizzera a offrire i propri canali diplomatici per Iran e Ucraina, pur riconoscendo che il potere decisivo per una soluzione spetta agli Stati Uniti.

La Svizzera intende continuare a offrire i suoi canali diplomatici per sbloccare i processi di pacificazione che si sono arenati nei conflitti in Iran e Ucraina. Lo ha affermato mercoledì il ministro degli Esteri della Confederazione Ignazio Cassis all’ONU a New York.

Berna potrebbe facilitare i colloqui e dare il via alle prime iniziative, ma non dispone del potere politico e militare degli Stati Uniti per costringere le parti in conflitto a raggiungere un compromesso, ha aggiunto il capo del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE).

“Senza gli Stati Uniti non succederebbe granché in questo mondo”, ha proseguito il consigliere federale davanti ai rappresentanti dei media a New York. Dal discorso del presidente statunitense Donald Trump si evince chiaramente quale ruolo gli Stati Uniti vogliano e possano svolgere: “Nonostante tutte le loro debolezze, nonostante lo stile che forse non ci piace e nonostante la scelta delle parole, che non è sempre appropriata”, ha ammesso il ticinese.

La comunicazione con Teheran

Dal 1980 la Svizzera rappresenta gli interessi degli Stati Uniti in Iran. Questo ruolo ha contribuito a mantenere aperto un canale di comunicazione tra Washington e Teheran anche nei momenti più difficili.

A New York, Cassis ha incontrato anche il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. Grazie al suo accesso all’Iran, la Confederazione può favorire i colloqui a livello discreto, ha spiegato il ministro degli Esteri svizzero. In questo contesto, l’obiettivo principale non è tanto quello di raggiungere accordi spettacolari, quanto piuttosto quello di rendere possibile il dialogo stesso.

Secondo Cassis, il dialogo con il Consiglio di cooperazione del Golfo – di cui fanno parte l’Arabia Saudita, gli Emirati Arabi Uniti, il Qatar, il Kuwait, il Bahrein e l’Oman – dovrebbe essere rafforzato alla luce della crescente interconnessione regionale del conflitto mediorientale. A febbraio, in occasione del Forum economico mondiale di Davos, è stato concordato un meccanismo di consultazione. Gli Stati partecipanti dovrebbero confrontarsi regolarmente su questioni politiche e valutare possibili iniziative comuni.

Incontrato Lavrov

Come dichiarato su X dallo stesso Cassis nell’ambito dell’assemblea generale dell’Onu ha avuto modo di incontrare la sua controparte russa Sergei Lavrov. In tale occasione hanno fatto il punto sulla presidenza svizzera dell’Organizzazione per la sicurezza e la ccoperazione in Europa (OSCE) dalla visita di Cassis a Mosca nel mese di febbraio e avrebbero discusso le prossime mosse in merito all’agenda dell’OSCE.

Quanto al conflitto in Ucraina, Cassis ritiene che il ruolo della Svizzera risieda soprattutto negli sforzi diplomatici. In qualità di presidente di turno dell’OSCE, la Svizzera potrebbe avvalersi degli strumenti e dell’esperienza nell’organizzazione per sostenere una soluzione negoziata. La mediazione vera e propria tra Mosca e Kiev deve ora provenire dagli Stati Uniti.

Cassis ha indicato come principale ostacolo alla pace la mancanza di volontà da parte di entrambi gli Stati di compiere un passo decisivo. Entrambe le parti continuerebbero ad avere l’impressione di poter vincere la guerra sul piano militare.

Cassis e Guy Parmelin, presente a New York in qualità di presidente della Confederazione, sono rientrati in Svizzera nella notte.

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