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Cantoni chiedono di poter mantenere la competenza sulle lingue

Cantoni chiedono di poter mantenere la competenza sulle lingue
Cantoni chiedono di poter mantenere la competenza sulle lingue Keystone-SDA

Rivendicando la competenza cantonale in materia, la Conferenza dei direttori della pubblica educazione (CDPE) si oppone all'intervento della Confederazione che vorrebbe imporre l'insegnamento di una seconda lingua nazionale fin dalle elementari.

L’insegnamento delle lingue deve rimanere di competenza dei Cantoni, secondo la Conferenza dei direttori cantonali della pubblica educazione (CDPE).

A suo avviso, ogni Cantone deve avere la possibilità di pronunciarsi sul progetto del Consiglio federale, attualmente sottoposto a consultazione, che prevede l’apprendimento di una seconda lingua nazionale già alle elementari.

In particolare, la CDPE ha deciso di non prendere posizione sulle due varianti proposte, lasciando a ciascuna autorità cantonale il compito di esprimersi. Si oppone per principio a questo intervento della Confederazione, che giudica sproporzionato e politicamente inopportuno.

Secondo la CDPE, non sono soddisfatte le condizioni che giustificherebbero tale intervento. L’armonizzazione della scuola dell’obbligo è di competenza dei Cantoni e il bilancio del 2026 conferma un elevato grado di armonizzazione, ha fatto sapere mercoledì l’organizzazione.

Cooperazione intercantonale sufficiente

La CDPE si dice “convinta di essere in grado di elaborare attraverso la cooperazione intercantonale soluzioni valide per garantire l’insegnamento di una seconda lingua nazionale al livello primario”.

Con il suo progetto, il Consiglio federale intende reagire alla decisione di diversi Cantoni germanofoni di rinviare l’insegnamento del francese al livello secondario, ovvero alle scuole medie.

L’esecutivo federale propone due varianti. La prima vuole sancire nella legge sulle lingue l’apprendimento di due lingue, una nazionale e l’inglese, alle elementari oltre a quella materna, come previsto dal sistema HarmoS.

La seconda prevede di sancire nella legge sulle lingue un requisito minimo. Ossia l’insegnamento di una seconda lingua nazionale a partire dalla scuola primaria e fino alla fine del livello secondario I.

La procedura di consultazione sul progetto del Consiglio federale si conclude il 5 ottobre.

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