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Campagna choc Philipp Plein, pubblicità sotto accusa

I manifesti pubblicitari dello stilista tedesco trapiantato in Ticino stanno suscitando forti polemiche. E ora c'è chi chiede che le autorità cantonali si attivino per intervenire. A Milano il comune ha rimosso i cartelloni. 

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Philipp Plein e le sue pubblicità nella bufera

In marzo, lo stilista tedesco era finito nel mirino dell'Ispettorato cantonale del lavoro per presunte violazioni delle disposizioni sul lavoro notturno e sugli orari di riposo. Qualche giorno fa, un'altra cena notturna – a base di sushi – aveva suscitato altre critiche da parte dei sindacati, secondo cui l'azienda, con sede a Lugano, continuerebbe a imporre “orari e ritmi di lavoro stressanti”.

Questa volta sono invece i manifesti pubblicitari ideati per il 'Black Friday' a sollevare stupore ed incomprensione. La campagna consiste in diverse immagini dove una specie di serial killer mascherato, ribattezzato 'price killer', uccide una donna.

A Milano, le autorità comunali sono intervenute, rimuovendo i cartelloni. "Ecco un esempio da non seguire", ha scritto il sindaco di Milano Beppe Sala.

In Ticino, Fiorenzo Dadò, presidente del Partito popolare democratico, è stato il primo ad attaccare lo stilista tedesco con un post su Facebook:

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post facebook di fiorenzo dadò

Il Coordinamento donne della sinistra e le donne dell'Unione sindacale svizzera Ticino e Moesa hanno dal canto loro lanciato una raccolta firme su internet e scritto una lettera al Comune di Lugano e al Cantone. "I messaggi veicolati dalle pubblicità – si legge -  plasmano comportamenti e desideri, alimentano le fantasie legittimandole. Pretendere che, pur nella libertà di commercio, le imprese mantengano un comportamento etico e socialmente sostenibile ci sembra il minimo. Se la responsabilità degli atti di violenza è di chi li commette, permettere che circolino messaggi e immagini violenti anche attraverso la rete per vendere prodotti o idee è complicità di quegli atti”.

La richiesta delle donne della Sinistra è che Cantone e Comune di Lugano chiedano all'azienda di Philipp Plein di togliere queste immagini nei propri negozi e sui vari siti.

Da parte sua, Philipp Plein ha reagito alle dichiarazioni di Fiorenzo Dadò, scrivendo che "è triste ed imbarazzante vedere politici che tentano di guadagnare popolarità con questa misera e ridicola propaganda. Invece di concentrarsi sui problemi del paese e sul suo lavoro – prosegue stizzito – si mette ad attaccare un gruppo di grande successo che non sta facendo altro che pagare tasse e creare posti di lavoro".

tvsvizzera/mar con RSI (Quotidiano del 26.11.2018)

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