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Cambio franco–euro: il tasso fisso rimane necessario

"Il valore di mercato del franco sarebbe di 1 euro, ma il cambio è bloccato a circa 83 centesimi"

"Gli svizzeri pensano di avere franchi nel portamonete, ma in realtà sono già diventati euro e nel frattempo i cittadini della Confederazione sono diventati del 20% più poveri. Senza la soglia minima - introdotta unilateralmente il 6 settembre 2011 - l'euro oggi non varrebbe 1,21 franchi, bensì circa 1 franco". Parole e musica di Oswald Grübel, ex numero uno di UBS e Credit Suisse , le due principali banche svizzere.

Proprio nei giorni in cui cade il terzo anniversario dell'introduzione della soglia minima di cambio di 1,20 da parte della Banca nazionale svizzera (BNS), Grubel ha tracciato l'identikit di chi sta perdendo - i risparmiatori - e di chi sta vincendo la partita: gli Stati indebitati e i loro politici.

Di fatto ci sono opinioni diverse, soprattutto sull'entità del cambio fisso, ma sembra assodato che per l'economia svizzera la misura sia tuttora necessaria, come dimostra anche, a livello regionale, il servizio de Il Quotidiano.

D'altro canto è verosimile che prima o poi bisognerà uscire dal tasso fisso. Oggi il franco viene cambiato a 1,20 euro nella realtà i valori sarebbero praticamente di 1 a 1. Questo ovviamente favorisce l'esportazione, ma fa anche si che l'importazione di materie prime vengano pagate più care del necessario. L'analisi dell'economista Mauro Baranzini, ospite de Il Quotidiano.

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