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Brienz, le richieste di ricollocamento preventivo aumentano

La frana che incombe sul villaggio di Brienz.
La frana che incombe sul villaggio di Brienz. Keystone-SDA

Ammontano a 45 le richieste per il trasferimento preventivo dal villaggio di Brienz/Brinzauls, un progetto che ora attende l'approvazione delle autorità mentre lo scivolamento del paese rallenta a livelli minimi grazie a un tunnel di drenaggio.

Sono in totale 45 le richieste di trasferimento preventivo nel villaggio grigionese di Brienz/Brinzauls. Nella seconda finestra d’annuncio aperta dal Comune di Albula/Alvra si sono aggiunti quattro edifici, uno invece è stato ritirato dal progetto.

Il Comune ha deciso a inizio anno di concedere un nuovo termine d’annuncio, perché erano state apportate delle modifiche alle condizioni del progetto di trasferimento preventivo. “Il calcolo precedente creava per una parte degli abitanti un ostacolo finanziario troppo elevato per la costruzione o l’acquisto di una casa o di un appartamento in una nuova località. Ciò non era intenzionale e verrà ora corretto”, aveva spiegato allora Christian Gartmann, portavoce del Comune di Albula/Alvra.

Alle 40 richieste pervenute lo scorso settembre, quando il villaggio era ancora evacuato e il rischio di una frana elevato, se ne sono aggiunte quattro, una invece è stata ritirata.

Ora il progetto – sostenuto finanziariamente per il 90% da Berna e da Coira – verrà presentato al Cantone per ottenere un permesso. In un secondo tempo il progetto verrà sottoposto all’Ufficio federale dell’ambiente, a cui spetterà l’ultima parola.

Scivolamento a valori minimi

Nel frattempo la situazione sul fronte geologico continua a migliorare. Il villaggio scivola a una velocità inferiore a 10 centimetri all’anno, scrivono oggi le autorità comunali in un bollettino. A termine di paragone a settembre lo slittamento si aggirava fra i 40 e i 60 centimetri all’anno.

Il rallentamento è dovuto al tunnel di drenaggio, che fa fuoriuscire l’acqua che si trova nel sottosuolo. Attualmente scorrono circa 1’500 litri d’acqua al minuto attraverso le perforazioni nella roccia.

Dal 26 gennaio il villaggio nel cuore dei Grigioni è di nuovo abitabile. Rimane il divieto d’accesso alla zona fra il cono di detriti e la strada che porta alla frazione di Vazerol.

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