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BNS, tassi negativi? “Gli ostacoli rimangono elevati”

Il presidente della BNS Martin Schlegel.
Il presidente della BNS Martin Schlegel. Keystone-SDA

Pur confermando gli alti ostacoli all'introduzione di tassi negativi, il presidente della BNS Martin Schlegel non ha escluso di ricorrervi in futuro, mantenendo inoltre la massima riservatezza su eventuali interventi nel mercato dei cambi.

Gli ostacoli all’introduzione di tassi d’interesse negativi rimangono elevati: lo ha affermato il presidente della direzione della Banca nazionale svizzera (BNS) Martin Schlegel.

“Rappresentano una grande sfida per molti attori dell’economia”, ha ricordato nella conferenza stampa di commento alla decisione di lasciare il tasso guida invariato allo 0,0%

La previsione di inflazione leggermente più alta per il 2026 (0,5%, a fronte dello 0,3% pronosticato tre mesi or sono) non significa però che il passaggio a tassi negativi sia completamente escluso. “Se sarà necessario, ricorreremo anche a questo strumento”, ha detto il 49enne.

Durante la sessione di domande e risposte il dirigente è stato anche interrogato riguardo all’accresciuta disponibilità a intervenire sul mercato dei cambi, ma non ha voluto approfondire la questione. “Significa semplicemente che siamo più pronti”, ha chiosato. E cosa succederà dopo questa maggiore disponibilità? “Lo vedrete quando sarà il momento. O forse no”, ha tagliato corto. La BNS ha già agito in queste settimane, come presumono diversi analisti? Nessuna indicazione è arrivata al riguardo da Schlegel: bisognerà insomma aspettare la prossima pubblicazione ufficiale sul tema.

L’istituto d’emissione ha invece preso posizione sul tema del credito privato, molto discusso a livello internazionale per i rischi che esso comporterebbe. “In base alle nostre attuali conoscenze il rischio non è rilevante in Svizzera”, ha affermato il vicepresidente della direzione Antoine Martin. Il credito privato è utilizzato in misura nettamente maggiore in altri paesi, motivo per cui, dal punto di vista della stabilità finanziaria, attualmente è meno acuto nella Confederazione. “Detto questo, continuiamo a monitorarne attentamente l’evoluzione”, ha assicurato.

Altra questione che interessa parecchio, in particolare i cantoni: quando sarà disponibile il nuovo accordo sulla distribuzione degli utili? Al più tardi nella primavera del 2027, ha risposto Schlegel, lasciando però intendere che un’intesa potrebbe arrivare prima di allora. I negoziati sono ancora in corso.

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