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La BNS lascia il tasso guida allo 0,0%, in linea con le attese

insegna bns
Gli esperti ci hanno visto giusto: il tasso rimane allo 0,0%. Keystone-SDA

La Banca nazionale svizzera ha lasciato invariato il suo tasso guida allo 0,0%, una decisione motivata dalla bassa inflazione e dall'attuale contesto di incertezza internazionale.

In un contesto internazionale segnato da forte incertezza, la Banca nazionale svizzera (BNS) mantiene invariata la politica monetaria e lascia il tasso guida allo 0,0%, livello fissato a giugno 2025.

Si tratta del terzo mantenimento consecutivo. La decisione, comunicata giovedì alle 09.30 nel consueto esame trimestrale della situazione economica e monetaria, era ampiamente attesa dagli analisti. Con un’inflazione ferma allo 0,1% da dicembre, gli esperti non vedevano motivi per intervenire. L’aumento dei prezzi energetici legato al conflitto in Medio Oriente dovrebbe inoltre essere mitigato dalla forza del franco.

La Banca nazionale osserva attentamente anche l’evoluzione nelle altre economie. Mercoledì la Federal Reserve ha lasciato invariati i tassi e continua a prevedere per quest’anno una sola riduzione del costo del denaro. Giovedì è inoltre in programma la riunione della Banca centrale europea, che dovrebbe confermare l’attuale orientamento.

Il servizio del TG 20.00 della RSI del 19 marzo 2026:

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Un ulteriore elemento di attenzione riguarda le relazioni con gli Stati Uniti. La BNS evita mosse che potrebbero alimentare accuse di manipolazione valutaria, in un momento in cui Berna punta a negoziare un nuovo accordo commerciale con Washington, sullo sfondo di un quadro incerto in materia di dazi.

Dopo il lungo periodo di tassi negativi (2015-2022), la BNS aveva reagito all’aumento dell’inflazione intervenendo in cinque occasioni tra il 2022 e il 2023, portando il tasso guida da -0,75% a +1,75%. Quando l’inflazione è scesa sotto il 2% nel 2024, l’istituto ha intrapreso sei riduzioni consecutive, fino all’azzeramento dei tassi a metà 2025. Oggi sceglie nuovamente la stabilità. Il prossimo esame trimestrale è previsto il 18 giugno.

Maggiore disponibilità a intervenire sul mercato dei cambi

Alla luce del conflitto in Medio Oriente, la Banca nazionale segnala una maggiore disponibilità a intervenire sul mercato dei cambi per contrastare un apprezzamento troppo rapido del franco, che potrebbe compromettere la stabilità dei prezzi in Svizzera.

Secondo la BNS, il rincaro energetico porterà nei prossimi trimestri a un aumento temporaneo dell’inflazione. Le previsioni a breve termine vengono quindi riviste al rialzo, mentre quelle a medio termine sono leggermente riviste al ribasso grazie alla forza del franco. Gli esperti della banca stimano un aumento dei prezzi dello 0,5% quest’anno (contro lo 0,3% previsto in precedenza), ancora dello 0,5% nel 2027 (0,6% nella stima precedente) e dello 0,6% nel 2028. L’inflazione rimane quindi sempre compresa tra lo 0% e il 2%, fascia che per la BNS corrisponde alla stabilità dei prezzi.

Sul fronte congiunturale, le prospettive per la Svizzera restano incerte a causa della situazione internazionale. A breve termine la crescita potrebbe risultare moderata, mentre nel medio periodo è attesa una certa ripresa. La Banca nazionale prevede per l’insieme del 2026 un incremento del prodotto interno lordo di circa l’1% e dell’1,5% nel 2027.

Il franco s’indebolisce

Dopo le dichiarazioni dei Schlegel la moneta elvetica si è indebolita sensibilmente. Il corso dell’euro, che intorno alle 09.00 di giovedì era ancora a 0,9069, è salito sino a un massimo di 0,9130. Meno spettacolare, ma comunque sensibile, è stato l’apprezzamento del dollaro, passato da 0,7910 a 0,7958.

Come si ricorderà non più tardi di dieci giorni or sono la coppia euro/franco aveva toccato quota 0,8980, il livello più basso registrato dal gennaio 2015, quando sui mercati si abbatté una bufera scatenata dall’abolizione della soglia minima di cambio.

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