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Berna non chiude le frontiere

Il Consiglio Nazionale boccia la proposta dell’UDC che voleva introdurre controlli sistematici ai valichi doganali

Questo contenuto è stato pubblicato il 10 dicembre 2015 - 20:53

La Svizzera non introdurrà controlli sistematici ai confini. Il Consiglio nazionale ha respinto - con 111 voti contro 73 e 3 astenuti - una mozione del gruppo dell'Unione democratica di centro (UDC). Un atto parlamentare identico era stato inoltrato anche al Consiglio degli Stati, che l'aveva bocciato lunedì scorso.

"È impossibile controllare sistematicamente ogni persona che valica il confine. Non è mai stato fatto e non sarà mai possibile", ha affermato la consigliera federale Simonetta Sommaruga.

Il testo dell'UDC chiedeva al Governo di ispirarsi a Germania, Austria e Slovenia che in settembre hanno temporaneamente introdotto controlli per contenere le entrate illegali.

La Camera del popolo ha invece approvato un postulato del Partito socialista che chiede di redigere un rapporto sulle ripercussioni economiche dell'associazione a Schengen, soprattutto in relazione al turismo e alla semplificazione delle procedure amministrative. Il governo si è detto disposto a valutare la richiesta; i risultati verranno integrati nel prossimo "rapporto Europa".

ats/LudoC

TG 12.20

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