I bancomat in Svizzera subiscono meno attacchi, ma il loro futuro è incerto
La popolazione usa sempre meno i contanti.
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I bancomat sono ultimamente meno soggetti agli attacchi dei criminali, ma il loro futuro rimane incerto, considerato l'uso meno attivo dei contanti da parte della popolazione.
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Nei primi sei mesi in Svizzera sono stati compiuti otto assalti con esplosivi contro i distributori di banconote, secondo i dati raccolti dall’agenzia AWP presso il Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP). In tutto il 2024 erano stati registrati 48 attacchi.
“Casi simili avvenuti in Germania, Paesi Bassi, Italia e Francia dimostrano che si tratta di una preoccupazione europea”, osserva un portavoce dell’Ufficio federale di polizia (Fedpol). “Ma la Svizzera è un obiettivo primario a causa della sua posizione geografica e della densità della sua rete di distributori”. Si spiega così il numero record di 52 assalti nel 2022.
“Dopo l’attacco del 27 maggio 2024 a La Brévine (canton Neuchâtel) e sulla base del modus operandi il sistema di protezione è stato completamente rivisto”, ha indicato AWP la Banca cantonale di Neuchâtel (BCN). L’ammontare del bottino e il budget per le risorse impiegate non sono stati resi noti.
Ma gli apparecchi servono ancora? “Sì, i bancomat hanno ancora un ruolo da svolgere, soprattutto in alcune regioni, anche se il loro utilizzo sta cambiando”, risponde la Banca cantonale del Giura (BCJ). Nel cantone stati di recente installati due nuovi distributori e un terzo è previsto a fine anno. “Non li vediamo in opposizione alle soluzioni digitali, ma come un elemento complementare in un ecosistema di servizi”. L’approccio ibrido permette di supportare tutti i profili di clienti.
Anche per la BCN il futuro non è tutto digitale. “La fiducia del pubblico nel contante è stata particolarmente evidente durante la gigantesca interruzione di corrente in Spagna in maggio e con l’aumento della pirateria”, viene fatto notare.
Flessione del 10% ai Postomat
Da parte loro, i 777 Postomat della Posta hanno subito una flessione del 10% delle transazioni nei primi mesi del 2025 rispetto allo stesso periodo del 2024. “Abbiamo registrato un calo simile negli anni precedenti”, indica il responsabile della comunicazione. “Malgrado la tendenza attuale la popolazione elvetica ripone però ancora molta fiducia nel denaro contante, rispetto al resto dell’Europa”.
In Francia gli istituti optano per l’approccio collettivo: BNP Paribas, Credit Mutuel, Société Générale e CIC hanno creato un sistema di apparecchi condivisi. Allo stesso modo, la Posta vuole puntare sulla gestione di infrastrutture decentralizzate. “Abbiamo avviato collaborazioni con diverse banche terze”, fa sapere il portavoce, senza fornire dettagli finanziari.
Da parte sua la banca online Revolut lancerà i suoi primi 50 bancomat in Spagna quest’estate, in vista di un’espansione europea in Germania, Italia e Portogallo a partire dal 2026. La società non ha invece ancora messo gli occhi sulla Confederazione.
Altri operatori stanno però entrando sul mercato dei contanti. Da marzo è possibile prelevare da 20 a 300 franchi alle casse delle 247 filiali di Aldi Svizzera. “C’è una crescente domanda di soluzioni semplici e accessibili per la vita quotidiana”, sostiene un addetto stampa della catena di supermercati. L’impresa si è detta “molto soddisfatta del lancio”. La stessa offerta è in uso presso altri rivenditori.
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