BAK Economics: domanda turistica verso un rialzo in inverno
Dopo un calo estivo, si prevede una modesta crescita per il turismo svizzero nella stagione invernale, nonostante il conflitto in Iran continui a frenare l'arrivo dei visitatori asiatici.
Il turismo in Svizzera dovrebbe tornare a crescere durante la stagione invernale, dopo che in estate il numero di pernottamenti ha registrato un calo per la prima volta dalla pandemia. Lo anticipano gli esperti di BAK Economics, pur segnalando che le conseguenze del conflitto in Iran continueranno a frenare l’afflusso di visitatori asiatici.
Secondo le previsioni elaborate per conto della Segreteria di Stato dell’economia (SECO) e pubblicate martedì, i pernottamenti saliranno nel corso del prossimo inverno dello 0,9%, raggiungendo quota 18,9 milioni. Ciò andrebbe a compensare la flessione (-0,8% a poco meno di 25 milioni) osservata in estate, evidenzia il BAK.
Come detto, la crisi nel Golfo Persico rimane un fattore penalizzante per il turismo. Tale situazione ha infatti compromesso in modo significativo il traffico aereo internazionale, mentre l’aumento dei prezzi del carburante ha reso i viaggi decisamente più costosi. La guerra continua dunque a smorzare la domanda dai mercati a lunga distanza: in particolare, spicca il -19,1% dell’India durante l’estate.
Per contro, a conti fatti la canicola non ha inciso più di quel tanto sulle cifre. Se da un lato l’afa ha avuto effetti negativi sul turismo urbano, dall’altro la necessità di cercare refrigerio ha beneficiato alle località di montagna.
Volgendo lo sguardo al 2027, l’istituto basilese prevede per la stagione estiva una crescita complessiva dei pernottamenti pari all’1,3%. In questo contesto, il numero dei turisti asiatici rimarrà ancora al di sotto dei livelli registrati gli scorsi anni, ma dovrebbe essere in ripresa. Tuttavia, viene fatto notare, l’incertezza legata a tali calcoli è da considerarsi molto elevata.
Per l’intero 2027, BAK Economics stima un aumento dei pernottamenti dell’1,1%, portando il totale a 44,2 milioni. Nel 2028 poi, la domanda turistica dovrebbe acquisire slancio grazie a un’ulteriore normalizzazione del traffico aereo. Per questo anno, l’ipotesi formulata è un incremento dell’1,3% a 44,8 milioni.
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