Axpo punta sulla costruzione di tre o quattro centrali a gas
In un'intervista, il presidente di Axpo Thomas Sieber ha delineato una strategia energetica per la Svizzera che privilegia la creazione di centrali a gas, ritenute flessibili, mantenendo al contempo operative le centrali nucleari esistenti.
Per garantire l’approvvigionamento elettrico della Svizzera Axpo privilegia la costruzione di tre o quattro centrali a gas, da combinare all’idroelettrico e alle rinnovabili. Lo ha dichiarato Thomas Sieber, presidente del consiglio di amministrazione, in un’intervista pubblicata lunedì dalle testate del gruppo CH Media.
Le centrali a gas presenterebbero “grandi vantaggi”, poiché sono facilmente modulabili, possono essere costruite in tempi relativamente brevi e apportano flessibilità alla rete. Per consentirne la costruzione sarebbe tuttavia necessario creare le condizioni necessarie e procedere ad adeguamenti legislativi.
Parallelamente, per Sieber il proseguimento dell’esercizio delle centrali nucleari esistenti rimane essenziale. “Ci dà il tempo di sviluppare altre capacità e costituisce, da un punto di vista economico, l’opzione più redditizia per l’elettricità invernale nei prossimi anni, se non addirittura nei prossimi decenni”.
Per Gösgen e Leibstadt sono ipotizzabili periodi di esercizio fino a 80 anni. Nel caso di Gösgen, entro il 2029 si dovrà decidere se la centrale continuerà a funzionare o se sarà messa fuori servizio come previsto.
Sieber si è inoltre espresso a favore di un orientamento più marcato delle sovvenzioni verso la produzione di energia elettrica invernale e dell’ulteriore sviluppo di quella eolica.
A medio termine, i prezzi dell’elettricità dovrebbero tendenzialmente diminuire. A livello mondiale, sempre più energie rinnovabili vengono integrate nella rete, il che ha per effetto di moderare i prezzi, ha concluso Sieber, che lascerà la carica di presidente del CdA di Axpo alla fine di maggio.
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