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Difesa aerea, nuova strategia di Berna

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I cittadini svizzeri torneranno a esprimersi sull’acquisto di nuovi aerei da combattimento ma non sul sistema di difesa terra-aria.

Questo contenuto è stato pubblicato il 02 maggio 2019 - 21:04
tvsvizzera/ats/spal con RSI (TG del 2.5.2019)

La consigliera federale Viola Amherd ha deciso di seguire le indicazioni in tal senso contenute nel rapporto curato dall’ex astronauta Claude Nicollier. La questione sarà ora esaminata dal governo federale che si pronuncerà entro l’estate.

La nuova strategia mira a evitare che un’eventuale bocciatura popolare dell’investimento sui caccia, come avvenuto nel 2014 con i Gripen, paralizzi l’intero progetto Air2030, lasciando sguarniti tra un decennio i cieli elvetici.

Gli armamenti attualmente in uso si stanno infatti avvicinando all'obsolescenza, osserva Claude Nicollier che prevede la futura acquisizione di una quarantina di aerei con un ritiro graduale dell'F/A-18 e dell'F-5 Tiger. Il progetto, una volta che sarà operativo, garantirà una copertura equilibrata e integrata (caccia-sistemi di difesa terra aria) dello spazio aereo svizzero.

Il documento ritiene però che l’investimento necessario sarà verosimilmente più oneroso di un miliardo rispetto alla stima di otto miliardi effettuata precedentemente dal Consiglio federale.

È invece probabile che si ridurranno le ricadute economiche per l’industria svizzera. La quota dei cosiddetti affari di compensazione, vale a dire l’obbligo per le imprese straniere che si aggiudicheranno la commessa di concludere contratti con imprese elvetiche per pari valore, scenderà con ogni probabilità dal 100% al 60%.

Nel suo rapporto sull'argomento, l'ex direttore del Controllo federale delle finanze, Kurt Grüter, si è detto scettico nei confronti di questo meccanismo che a suo parere viola il principio della libertà di commercio e di industria. Una compensazione integrale, sostiene l’esperto, non è fattibile: l'esempio del Gripen dimostra che la partecipazione diretta delle industrie elvetiche è difficile da realizzare.

Va da ultimo evidenziato che in base alla strategia portata avanti dal Dipartimento della difesa la votazione popolare sui nuovi caccia avverrà, salvo sorprese, prima della scelta concreta del modello che sarà adottato dalle forze aeree.

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