In Svizzera il mercato delle auto nuove non decolla, si preferiscono quelle usate
A fronte di un mercato automobilistico svizzero stagnante, attribuito a fattori politici, si registra un forte dinamismo nel settore dell'usato elettrico, dove i prezzi più bassi attirano un numero crescente di acquirenti.
Malgrado l’aumento delle immatricolazioni di auto elettriche, il mercato svizzero delle vetture nuove rimane sostanzialmente fermo. Mentre l’associazione degli importatori Auto-Svizzera attribuisce la colpa principale alla politica, alcuni indizi suggeriscono che numerosi acquirenti stiano optando per elettriche usate a prezzi più accessibili.
In un contesto di incertezze geopolitiche e aumento del costo della vita il ramo continua a mostrare segni di stanchezza: lo confermano gli ultimi dati diffusi dall’organizzazione degli importatori. “I numeri sono un segnale scoraggiante per il nostro settore”, commenta Thomas Rücker, direttore di Auto-Svizzera.
Dopo i mesi di gennaio e febbraio, chiusi in calo rispettivamente del 5% e del 4%, marzo e aprile hanno registrato una crescita zero rispetto ai periodi corrispondenti dell’anno precedente, già di per sé deboli. Il primo semestre, grazie a un giugno molto vivace (+15%), si chiude comunque con un saldo positivo del 3% rispetto al debole 2025. Ma l’incremento, avverte l’associazione, non va sopravvalutato: a determinarlo è stato soprattutto un effetto di calendario.
Colpa della politica
La colpa della debole performance, secondo Auto-Svizzera, è della politica. A differenza dell’Unione Europea, che punta su incentivi e riduzioni fiscali, nella Confederazione vi sono “maggiori oneri regolamentari per imprese e consumatori”. L’organizzazione cita anche l’imposta sugli autoveicoli (riscossa sulle importazioni), che a suo avviso andrebbe abolita.
L’elettrificazione del parco veicoli, intanto, prosegue. Benzina e diesel perdono terreno, e il motore a gasolio nel segmento privato è ormai quasi fuori gioco. Le auto puramente elettriche hanno segnato da inizio anno un incremento del 16%, mentre la crescita delle ibride plug-in ha superato il 20%. I cosiddetti “veicoli a spina” rappresentano ormai un terzo delle nuove immatricolazioni: in giugno la quota ha toccato addirittura il 40%. Sull’intero parco auto circolante in Svizzera, però, la quota di vetture ricaricabili resta ancora una percentuale a una cifra.
Molto più dinamico si presenta il mercato delle auto elettriche usate. Secondo un sondaggio di Auto-i-dat, società che raccoglie e gestisce dati sui veicoli in Svizzera, il 70% degli intervistati prenderebbe in considerazione un’alternativa elettrica per il prossimo acquisto e il 35% opterebbe per una e-car. Chi già guida abitualmente a elettricità mostra una propensione all’acquisto ancora superiore.
Il prezzo gioca però un ruolo chiave. Le vetture elettriche nuove perdono valore molto più rapidamente delle equivalenti a combustione: dopo quattro anni raggiungono in media solo il 40-45% del prezzo originale, mentre i veicoli a benzina e diesel conservano circa la metà del loro valore nello stesso periodo. Secondo Auto-i-dat questo maggior deprezzamento riflette i rapidi progressi nella tecnologia delle batterie e la crescente concorrenza cinese. I nuovi modelli offrono autonomie superiori e tempi di ricarica più brevi, rendendo meno attraenti i veicoli più datati. Ma paradossalmente è proprio questo deprezzamento a rendere le elettriche usate più appetibili per gli acquirenti.
Stando a Auto-i-dat la chiave per lo sviluppo futuro del mercato è una maggiore trasparenza. Informazioni affidabili sullo stato della batteria potrebbero ridurre significativamente le preoccupazioni di circa il 70% della popolazione. A questo scopo potrebbero servire i certificati per le batterie, che documentano lo stato di salute dell’accumulatore. Insieme all’espansione dell’infrastruttura di ricarica – che nella Confederazione, paese di inquilini, resta una sfida – ciò potrebbe dare nuovo slancio al mercato.
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