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Attentato a Ouagadougou, due vittime svizzere

Jean-Noël Rey, ex direttore PTT, e Georgie Lamon, ex granconsigliere vallesano, erano in Burkina Faso per inaugurare una mensa scolastica

Questo contenuto è stato pubblicato il 17 gennaio 2016 - 14:13

Tra i 29 morti dell'attentato jihadista di venerdì in Burkina Faso ci sono l'ex direttore generale della Posta svizzera Jean-Noël Rey e l'ex granconsigliere vallesano Georgie Lamon.

Lamon e Rey erano rientrati allo Splendid, un hotel di Ouagadougou frequentato da stranieri, dopo aver inaugurato la mensa di una scuola in un villaggio vicino alla capitale del Burkina Faso. I due erano al bar 'Cappuccino', di fronte all'albergo, quando è iniziato l'assalto del commando jihadista.

Il Dipartimento federale degli affari esteri, confermando sabato sera la presenza tra le vittime di due cittadini elvetici, ha condannato il brutale atto terroristico. Domenica e lunedì le bandiere su Palazzo federale saranno a mezz'asta.

Jean-Noël Rey era stato direttore generale delle Poste (allora: PTT) dal 1990 al 1998 e consigliere nazionale per il partito socialista. Georgie Lamon era stato deputato in Vallese. Legati da una profondo rapporto d'amicizia, che li aveva portati a condividere battaglie politiche e negli ultimi anni sfide umanitarie, si erano recati nel paese africano diverse volte, per sostenere i progetti umanitari dell'associazione Yelem, fondata da Lamon.

L'attacco al cuore del Burkina Faso ha fatto almeno 29 morti, dice l'ultimo bilancio ufficiale. Tra questi sei canadesi, due francesi, un olandese e uno statunitense. L'identificazione delle vittime non è però ancora stata completata.

C'è poca chiarezza anche sui membri del commando. Quattro sono stati uccisi dalle forze di sicurezza, ma forse erano di più. Tutti giovani reclutati dal gruppo qaidista per colpire in modo barbaro e ignobile, ha detto il presidente Kaboré. Nel paese africano sono stati decretati tre giorni di lutto nazionale.

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